Il Min. Alfonso Bonafede parla dello scorrimento della nostra graduatoria

Il Min. Alfonso Bonafede parla dello scorrimento della nostra graduatoria oggi al Senato, durante la relazione sull’amministrazione della giustizia, con due diversi interventi!
Si è già sbilanciato parlando dello scorrimento TOTALE della graduatoria ENTRO il 2019. Ci auguriamo non vi siano retromarce e si continui celermente per la strada precedentemente indicata!
Ormai è chiaro che gli #investimenti nella #giustizia passano da qui!

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ASSUNZIONI IDONEI ASSISTENTI GIUDIZIARI, BONAFEDE RASSICURA SULLE TEMPISTICHE MA PER I 200 ANCORA NESSUN DECRETO

Il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, è soddisfatto e compiaciuto.

Il Guardasigilli si dice entusiasta degli investimenti stanziati in Legge di Bilancio, che consentiranno alla giustizia di ripartire.

Con la manovra sono state destinate risorse per realizzare un programma assunzionale straordinario e triennale che la giustizia italiana non ha mai visto. E con grande orgoglio oggi lo posso elencare: assunzioni di 3.000 unità di personale amministrativo giudiziario, assunzioni di 360 magistrati già vincitori di concorso, aumento pianta organica ed assunzione di 600 nuovi magistrati, assunzione di 35 dirigenti per gli istituti penitenziari, creazione di 7 dirigenze speciali per gli istituti penali per minorenni, assunzione di 260 unità di personale civile per il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ed assunzioni di 1.300 unità nella polizia penitenziaria entro il 2019 “. Questo scriveva il Ministro sul suo profilo Facebook a poche ore dall’approvazione della manovra a Montecitorio, il 30 dicembre, aggiungendo che “ho l’onore di far parte di un governo che, per la prima volta, decide di dare al settore della giustizia l’importanza che merita”.

Un concetto che il Guardasigilli, oramai da tempo, continua a ribadire con la stessa cadenza di un disco rotto e che non ha tardato a confermare a Presa Diretta e ad Accordi e Disaccordi, intervistato da Andrea Scanzi e Luca Sommi.

A proposito della riforma del processo breve e del processo penale, ci stanno scrivendo in tantissimi per le difficoltà in cui versano le cancellerie italiane. Ci sono tantissimi assistenti giudiziari idonei. Lei ha previsto, nella Legge di Bilancio, 903 assunzioni ma sono 1.800 famiglie. Chiedono tempi certi e parole certe. Cosa risponde loro ?” ha chiesto Sommi.

Ero seduto al tavolo in cui è stato scritto il contratto di governo. La prescrizione era agganciata agli investimenti sulla giustizia perché, è evidente, che se io ho una giustizia con più personale e con più magistrati posso impattare meglio la situazione.

Incalzato dal conduttore, che chiede “cosa risponde a queste 1.800 famiglie?”, Bonafede sfodera tutto il suo ottimismo e con soddisfazione annuncia: “Loro sanno che sono stati spesi tanti soldi in assunzioni che verranno fatte. Sto parlando dell’ampliamento della pianta organica dei magistrati che non si è mai vista nella storia della Repubblica italiana. Sanno benissimo che è previsto un piano di investimenti di 3.000 unità di personale amministrativo. Ho ben presente la loro situazione, una volta che abbiamo ragionato sulla quantità di persone, dobbiamo capire come saranno dislocate sul territorio e quali tempi saranno necessari. Ci stiamo lavorando. Entro febbraio loro sapranno esattamente tutti i tempi ma forse anche prima”.

Verrebbe da dire che cambiando l’ordine degli addendi la somma non cambia. Le dichiarazioni sono sempre le stesse e tutte stereotipate. Ogni tanto traspare qualche piccola apertura come la deroga per le assunzioni già autorizzate in Legge di Bilancio annunciata a Presa Diretta mentre ad Accordi e Disaccordi ha confermato che entro febbraio gli idonei assistenti giudiziari sapranno.

Resta da capire di quale anno dal momento che finora, di certo, la nuova amministrazione non si è distinta per tempi veloci e ci sono ancora 200 idonei che attendono di essere convocati e che, mentre questo articolo viene scritto, non sanno proprio niente. E, tutto questo, da maggio, cioè da quando l’ex Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, prima di lasciare il suo incarico, inviò richiesta formale al Ministero della Funzione Pubblica per la loro assunzione. Da allora sono passato otto mesi ed è ancora buio pesto.

Nonostante tutto, l’entusiasmo del Guardasigilli resta sempre lo stesso come le sue dichiarazioni rilasciate dal giorno del suo insediamento, in quel di Via Arenula. Tante e tutte uguali.

Già il 22 giugno 2018, fresco di nomina, il nuovo Guardasigilli aveva esordito al convegno “Verso il Codice dell’Organizzazione degli uffici giudiziari”, organizzato dal Consiglio Superiore della Magistratura, affermando che “Ero seduto al tavolo in cui è stato scritto il contratto di governo e la richiesta che ho fatto è stata che la giustizia deve essere una priorità dal punto di vista delle risorse perché soltanto questo ci consentirà di far funzionare meglio gli uffici giudiziari. …(…) A breve vi saranno nuove assunzioni anche mediante lo scorrimento della graduatoria degli idonei del concorso di assistenti giudiziari”.

Colpisce quel “a breve” che, per il Ministro, deve avere un valore molto soggettivo, visto che i 420 idonei, la cui assunzione era già stata disposta a febbraio dall’ex Guardasigilli, Andrea Orlando, sarebbero entrati in servizio a settembre ed i 200 erano all’inizio del loro calvario. Ed ancora “Mi piace sottolineare che il miglioramento della giustizia passa attraverso tutti gli operatori del diritto, dal Ministero, al cancelliere, ai magistrati, agli avvocati e a tutti coloro che ogni giorno si recano in tribunale e lavorano per il miglioramento del sistema giustizia”.

Parole importanti e già molto impegnative ma il Ministro è ai suoi primi convegni e ci tiene a fare bella figura.

L’8 settembre Bonafede è ospite di Maria Latella su Sky Tg24 ed anche qui sfodera i suoi ottimi propositi insieme al suo rassicurante sorriso.

Per venti anni la politica non si è occupata della giustizia che interessava ai cittadini. Io le posso dire che intanto abbiamo presentato la legge “spazza corrotti”. Nei prossimi due mesi, presenteremo ulteriori leggi di riforma della procedura civile e della procedura penale che permetteranno di accelerare i processi e le posso dire che è al vaglio di questo governo un forte livello di investimenti nella giustizia perché, chiaramente, si fanno le riforme a costo zero, e quelle sono importanti, ma poi bisogna investire soldi nella giustizia”.

Ma è il 20 settembre 2018 che il Guardasigilli alza il tiro, ospite del Congresso Straordinario dell’Aiga, in quel di Trani.

Chiederò un numero di assunzioni elevato perché è necessario avere un tessuto, in termini di organico, che risponda alle richieste di giustizia. Farò richieste molto ambiziose in questi termini”.

In ottobre il Guardasigilli è a Catania dove interviene al XXXIV Congresso Nazionale Forense. “Voglio chiarire che ci sarà un investimento importantissimo sulle risorse della giustizia. Abbiamo bisogno di tribunali che nella quantità dei magistrati e del personale amministrativo possa far fronte ai cittadini che si rivolgono al sistema giustizia. Questa priorità è assolutamente nelle intenzioni del Governo”. Bonafede ancora non si sbilancia ma ai microfoni di Zapping, su Radio 1, superando se stesso, fa la madre di tutte le dichiarazioni.

A Giancarlo Loquenzi, conduttore del programma, che gli chiedeva conto dei numerosi tweets da parte degli idonei assistenti giudiziari, il Ministro, soddisfatto di cotanto seguito, risponde: “Si lo so che chiedono lo scorrimento totale della graduatoria… Ho già detto che le assunzioni del personale ci saranno, ne prevediamo con la manovra 3.000 oltre che, chiaramente, a quelli che staranno nel turn over in sostituzione di quelli che andranno via e, come ho già detto, intendo fare lo scorrimento totale della graduatoria. Allo stato attuale, manovra ancora da approvare, scritta già nero su bianco, questa è l’intenzione del mio Ministero”.

Fin qui le dichiarazioni monocordi del Guardasigilli, fedelmente reiterate in più occasioni dai suoi Sottosegretari che, invece, ultimamente, a domanda specifica, per ottimizzare i tempi, cambiano direttamente discorso.

Le parole, finora, sono state tante ed anche rassicuranti ma ormai non bastano più.

Il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari, ancora una volta, accoglie le dichiarazioni del Ministro ma si aspetta fatti concreti e tempistiche più veloci.

Anche quest’anno, le istanze del Ciag, saranno rappresentate all’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario che avrà luogo il prossimo 26 gennaio.

Per la seconda volta dal giorno della sua costituzione, la voce del Comitato parlerà alle più alte cariche delle istituzioni giudiziarie e politiche.

Quest’anno lo faremo con maggiore convinzione perché, nel frattempo, siamo cresciuti e perché, forti dei sostegni raccolti durante un anno e mezzo di lavoro e di impegno, siamo sicuri delle nostre ragioni e di stare dalla parte giusta.

Continueremo a batterci per il nostro obiettivo e a pretendere maggiore chiarezza e trasparenza fino all’assunzione dell’ultimo idoneo.

ASSUNZIONI IDONEI ASSISTENTI GIUDIZIARI, A “PRESA DIRETTA” IL MINISTRO BONAFEDE ANNUNCIA LA DEROGA AL TURN OVER MA È ALLARME PER LE CARENZE NEI TRIBUNALI

Il passaggio parlamentare della Legge di Bilancio, ha trasformato la manovra in unico articolo composto da centinaia di commi che richiederanno altrettanti decreti attuativi per rendere operative tutte le misure introdotte.

Tuttavia qualche chiarimento comincia ad emergere, soprattutto, in tema di assunzioni per il comparto giustizia.

Intervistato da Riccardo Iacona, il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha rilasciato dichiarazioni interessanti. Al conduttore di Presa Diretta che gli faceva notare la carenza di circa 1.000 magistrati e 9.000 amministrativi il Guardasigilli ha ribadito che “ci sono 360 magistrati che provengono da concorsi e che andranno a lavorare nei tribunali oltre a 320 che deriveranno da concorsi pendenti. Questo porterà, innanzitutto, alla saturazione cioè tutti i posti delle piante organiche saranno riempiti al 100%, nello spazio di pochissimo tempo, parliamo di tutto il 2019, In più abbiamo deciso di aumentare la dotazione organica, oltre alla saturazione, aumentiamo di 600 posti il numero dei magistrati. Questa, ci tengo a dirlo, è una cosa che non era mai stata fatta”.

I soldi, dunque, ci sono e sono già stati stanziati.

In tutto abbiamo stanziato per la giustizia poco più di 500 milioni di euro, una somma enorme e le dico che l’ultimo ampliamento di pianta organica risaliva all’inizio degli anni ’90 ed era di 400 magistrati, noi aumentiamo di 600. Ci sono 3.000 unità di personale amministrativo in più. Per quanto concerne il blocco del turn over sulla giustizia è stata prevista una deroga, possiamo procedere con 1.000 assunzioni anche prima dello sblocco di novembre”.

A proposito di blocco del turn over, puntuale arriva la domanda in cui si fa presente che lo il precedente Esecutivo, dopo venti anni, “ha aperto un concorso per gli amministrativisti, ne sono stati abilitati 5.000, 2.800 sono stati assunti, gli altri sono tutti lì, già pronti…”

Ho ho già detto che scorreremo questa graduatoria, non ho ancora dato i numeri, perché in questa fase il Ministero sta studiando come dislocare queste risorse su tutto il territorio nazionale”.

Parole che, già in mattinata, il Guardasigilli aveva ribadito ai microfoni di Circo Massimo, su Radio Capital, dove su precisa domanda in merito allo scorrimento della graduatoria per il profilo di assistente giudiziario, aveva dichiarato: “Io non posso parlare di dettagli perché chiaramente la legge è nel percorso parlamentare però posso dire che la somma stanziata è di 500 milioni di euro che prevede assunzioni immediate, alcune proprio agli inizi del 2019. Per quanto riguarda il personale amministrativo si parla di alcune migliaia. Alcune sono già in graduatoria, lo dico a tutti coloro che mi scrivono in continuazione su Facebook se ho intenzione di scorrere la graduatoria. Si, faccio uno scorrimento totale della graduatoria ed oltre al personale amministrativo ci sarà anche un ampliamento di organico per 600 magistrati”.

Dichiarazioni inequivocabili che, però, non hanno trovato conferma nella Legge di Bilancio che come è noto, prevede, per il 2019, 903 assunzioni straordinarie di personale amministrativo Area II-F2 del comparto giustizia, senza specificare come tali unità saranno ripartite tra i vari profili professionali.

È stato, dunque, facile per Jean Paul Bellotto, uno dei conduttori, chiedere al Guardasigilli ulteriori chiarimenti.

La graduatoria scorrerà. Loro (gli idonei assistenti giudiziari, n.d.r.) mi chiedono i tempi. I tempi non li sto dando perché è in atto una fase in cui, visto che noi abbiamo messo un sacco di soldi nella Giustizia e ci saranno tantissime assunzioni, ora dobbiamo vedere come dislocare queste assunzioni sul territorio e nelle varie realtà giudiziarie, e con quali tempi. Quindi entro poco tempo avranno delle risposte.

Tuttavia, è con il reportage trasmesso da Presa Diretta, dal titolo “Palazzi di Ingiustizia” che, ancora una volta, le criticità del sistema giustizia emergono in tutta la loro drammaticità.

Una troupe della trasmissione ha percorso l’Italia in lungo e in largo soffermandosi nei tribunali di Latina, Tempio Pausania, Palermo, Catania, Avellino e Napoli-Nord, nonché nelle corti d’Appello di Napoli e Venezia. Ne è emerso uno spaccato caratterizzato da gravi problemi infrastrutturali, da un’atavica carenza di magistrati e di personale amministrativo, su cui aleggia lo spettro della prescrizione che, come una mannaia, si abbatte, ogni anno, su centinaia di migliaia di processi.

A Latina, Gianni Lauretti, Presidente dell’Ordine degli Avvocati, denuncia che: “Ai primi di settembre, in tutte le cancellerie penali che sono una ventina di stanze, c’era un solo cancelliere” sottolineando l’importanza del ruolo poiché il cancelliere, oltre ad andare in udienza ed assistere il magistrato, poi deve dare i fascicoli, raccogliere le istanze, trasmettere le notifiche e i provvedimenti, quindi fa un lavoro immane che richiede tanto personale che qui non c’è. E questo blocca tantissimo, blocca tutto”. Non sorprende, dunque, che a Latina il 20% dei procedimenti finisca in prescrizione.

A Tempio Pausania, la situazione è, se possibile, ancora più grave. Il Presidente del Tribunale, Giuseppe Magliulo, denuncia che il 50% delle sentenze di primo grado cade in prescrizione ed il resto si perde tra Appello e Cassazione. Ma c’è di più: anche le pochissime sentenze definitive di condanna non vengono eseguite per mancanza di magistrati e personale amministrativo e si tratta, spesso, di reati gravi, come la violenza sessuale.

La situazione non cambia presso la Corte d’Appello di Napoli il cui Presidente, Giuseppe De Carolis, ricorda chese a noi ogni anno arrivano 15000 processi nuovi, è evidente che dobbiamo darci delle priorità. Alcune priorità sono fissate per legge che ci impone di fare prima i processi con i detenuti. Quindi per potere fare, in tempi brevi, anche i processi con imputati a piede libero, ci vogliono più giudici e più cancellieri che sono sempre meno, perché vanno in pensione e non vengono adeguatamente sostituiti”.

Risalendo la Penisola, infine, si arriva a Venezia, unica sede di Corte di Appello di tutto il Veneto. Qui il Presidente dell’Ordine degli Avvocati, Paolo Maria Chersevani, non usa mezzi termini: “La situazione a Venezia e in tutto il Veneto, è tragica. Noi abbiamo una carenza di magistrati e di personale amministrativo che è devastante. Siamo tra gli ultimi in Italia come numero di addetti in riferimento ai carichi processuali”.

È quasi inevitabile, quindi, che il 50% dei processi che arriva alla Corte di Appello di Venezia dai tribunali veneti, cada in prescrizione, tanto da indurre la Presidente della stessa Corte, Ines Marini, a disporre che procuratori e giudici diano priorità ai procedimenti per il quali il rischio prescrizione è minore. Del resto, come sottolinea la Marini, “l’idea di perseguire tutto porta poi alla fine a non perseguire niente, perché quando il 50% dei processi si prescrive, vuol dire che il 50% del lavoro fatto da tutta la filiera, è stato inutile”. Ciò è dovuto alla cronica carenza di personale, perché, conclude la Marini Se il personale manca, anche il più bravo manager del mondo non riuscirà a consegnare il suo prodotto.

Fin qui il ritratto di una giustizia malata e lenta.

Per il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari, l’approvazione della manovra ha rappresentato un passaggio importante, lo spartiacque che fa la differenza tra le parole di circostanza e le rassicurazioni e la concretezza che dovrebbe esserne logica conseguenza.

Ora che tutto è nero su bianco crediamo si possano dare anche maggiori dettagli perché se sono state disposte 903 assunzioni per il 2019, sicuramente un’idea del profilo o dei profili a cui rispondono ci deve essere. La nuova fase del lavoro del Comitato Idonei Assistenti Giudiziari parte proprio dai numeri e dai commi della manovra ma, soprattutto, dalla consapevolezza di avere alle spalle un lavoro importante, concentrato in meno di un anno e mezzo.

Per questo ci aspettiamo e pretenderemo sempre più chiarezza.

La nostra è semplicemente una richiesta di maggiore linearità che facciamo ad un Governo che si dice del cambiamento. Per cambiare le cose, però, non bastano le parole: ci vogliono azioni concrete.

Non siamo solo dei numeri che appaiono in grassetto su un comma di un articolo di una Legge di Bilancio. Siamo, soprattutto, persone che vogliono dare il proprio contributo al potenziamento di una giustizia diffusa, più vicina ai cittadini ed alla tutela dei loro diritti in un Paese dove, da tempo, non c’è più una narrazione del futuro né un’idea di futuro condiviso.

Quindi, Signor Ministro, in nome di quella giustizia che Lei vuole riformare e migliorare, passi al più presto dalle parole ai fatti !

IL MINISTRO DEL LAVORO LUIGI DI MAIO CONFERMA CHE IL BLOCCO DEL TURN OVER NON RIGUARDERÀ LA GIUSTIZIA

Il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, il 12 gennaio, ha fatto tappa a Porto Torres per promuovere il modello di reddito energetico avviato dal comune sardo. La nostra idonea, Patrizia Claysset, ha colto l’occasione per avvicinarlo e chiedergli delucidazioni circa i prossimi scorrimenti della graduatoria per il profilo di assistente giudiziario. Le parole del Ministro sono state rassicuranti. E la domanda è stata diretta.
“Le assunzioni in bilancio per gli idonei assistenti giudiziari quando partiranno ?”
“Dobbiamo parlare con il Ministro Bonafede, non conosco nello specifico i tempi. Il comparto della giustizia è fuori dal termine di novembre. Il Ministro Bonafede si è battuto per questo”
ha concluso Di Maio.
Stando a queste dichiarazioni, l’annunciato blocco del turn over per le assunzioni nella pubblica amministrazione fino al prossimo 15 novembre, non dovrebbe riguardare il settore giustizia. Ad oggi gli altri comparti che non sono interessati dal blocco sono quello della scuola, della sanità e delle Forze Armate.
La giustizia, è da sempre considerata una priorità da parte dell’attuale Esecutivo oltre che un asset di fondamentale importanza per l’economia del nostro Paese.
La Legge di Bilancio, approvata a fine anno, dispone l’assunzione di 3.000 unità, in aggiunta al fabbisogno ordinario. Per il 2019 sono stati disposti 903 ingressi per l’Area II. Non è ancora chiaro se tale numero si riferisca al solo profilo di assistente giudiziario.
Tuttavia, le parole del vicepremier Luigi Di Maio sembrerebbero fare maggiore chiarezza sul blocco del turn over annunciato dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel corso dell’informativa resa al Senato sul maxiemendamento, poco prima di Natale
Il Ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, aveva dato ampie rassicurazioni evidenziando che per le assunzioni già autorizzate non ci sarebbe stato alcun blocco annunciando, altresì, lo stanziamento di un fondo straordinario per le stesse.

LEGGE DI BILANCIO, DAL 2019 NIENTE PIÙ IDONEI PER I CONCORSI E BLOCCO DEL TURN OVER FINO A NOVEMBRE PER LE NUOVE ASSUNZIONI

Nessuno sa esattamente quanti siano, forse circa centomila. Di certo, la Legge di Bilancio approvata alla fine del 2018 ha vanificato le speranze di migliaia di idonei che hanno superato con merito dei concorsi pubblici.

L’articolo 1 comma 362 sottolinea che per ripristinare in maniera graduale la durata triennale delle graduatorie dei concorsi di accesso al pubblico impiego, la validità delle graduatorie approvate dal 1° gennaio 2010 al 31 dicembre 2013 è prorogata al 30 settembre 2019 ma i soggetti che ne fanno parte dovranno, obbligatoriamente, frequentare corsi di formazione e di aggiornamento organizzati da ciascuna amministrazione e, quindi, superare un apposito esame-colloquio allo scopo di verificare la perdurante idoneità.

La validità delle graduatorie approvate nel 2014 sarà estesa al 30 settembre 2019 mentre quella per la graduatorie del 2015 sarà estesa fino al 31 marzo 2020, per il 2016 fino al 30 settembre 2020, per il 2017 fino al 31 marzo 2021. Infine, tutte le graduatorie approvate nel 2018 saranno prorogate fino al 31 dicembre 2021.

Dunque, gli enti potranno scorrere le graduatorie dei concorsi degli anni precedenti a partire da quelle approvate dal 1° gennaio 2010.

La vera notizia, però, è un’altra. Per tutte le procedure concorsuali che saranno avviate nel 2019 la Legge di Bilancio, al comma 361 dell’articolo 1, dispone che le graduatorie dei concorsi per il reclutamento del personale presso le amministrazioni pubbliche “sono utilizzate esclusivamente per la copertura dei posti messi a concorso”.

In sostanza, gli idonei entreranno in gioco soltanto nel caso in cui il vincitore dovesse rinunciare o cessare dal servizio.

Anche questa una misura che sta facendo molto discutere poiché, di fatto, cancella diverse graduatorie che si sono formate negli anni, a seguito di concorsi espletati prima del 2010, con buona pace di tutti gli idonei che fino all’ultimo hanno sperato di essere assunti nel pubblico impiego.

Del resto, Il Ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, lo aveva già anticipato in maniera chiara il 14 novembre scorso quando, durante un question time alla Camera dei Deputati, incalzata dall’On. Walter Rizzetto (Fdi) che aveva presentato un’interrogazione nella quale si chiedeva al Governo di tutelare con opportuni provvedimenti normativi gli idonei inseriti nelle graduatorie vigenti di concorsi pubblici e di prorogare al 31 dicembre 2019 l’efficacia delle suddette e delle assunzioni.

Nel Ddl “Concretezza” si stabilisce un principio: chi vince un concorso è vincitore, chi perde, perde per il futuro. E’ ovvio che esistono delle graduatorie che sono vigenti, quelle passate, quelle che esistono prima di questo nuovo principio che stiamo introducendo. Quelle graduatorie sono confermate dal Ddl Concretezza e confermata è anche la possibilità di scorrere le graduatorie vigenti. Per quanto riguarda, invece, la richiesta in merito all’eventuale proroga delle suddette, si sta facendo una riflessione per verificare se, in esse, vi sono quei profili e professionalità che servono. Noi non vogliamo assumere tanto per assumere ma assumere nei settori strategici, rispettando le leggi. Quindi, professionalità, competenza, rispetto delle graduatorie se vi sono i presupposti e se i soggetti nelle graduatorie risultano avere quelle professionalità di cui c’è necessità”.

Parole chiare ed eloquenti ma, dal canto suo, l’On. Rizzetto aveva replicato al Ministro sottolineando che le eccellenze nella Pubblica Amministrazione ci sono già poiché, di fatto, sono già state certificate da un concorso.

Le dichiarazioni della Bongiorno, però, soprattutto dopo l’approvazione della Legge di Bilancio, hanno il sapore della beffa perché con il maxiemendamento passato al Senato, poco prima di Natale, è arrivato anche il blocco del turn over per le assunzioni nella pubblica amministrazione fino al 15 novembre 2019. Un’altra doccia gelata per gli idonei, quelli delle graduatorie ancora vigenti.

Tra queste, anche quella composta dagli idonei del concorso per il profilo di assistente giudiziario, l’ultima che, a questo punto, potrà essere esaurita integralmente e l’unica della quale, attualmente, può disporre il Ministero della Giustizia.

Sarà il caso di tralasciare tutti i discorsi circa lo scorrimento totale della graduatoria suddetta così come quello sulle carenze negli uffici giudiziari italiani e la grossa mole di pensionamenti prevista per quest’anno perché sono già stati ampiamente digeriti e metabolizzati.

Quello che non è chiaro, invece, è proprio una mancanza di chiarezza che va in una direzione diametralmemte opposta a quella annunciata più volte a suon di grancassa.

Il Documento di Economia e Finanza approvato il 27 settembre scorso in Consiglio dei Ministri, disponeva che “il Governo intende muoversi in maniera mirata nel solco di una riforma digitale della Pubblica Amministrazione che modernizzi e migliori i rapporti tra cittadino o impresa e la PA. Si attueranno semplificazioni e riduzioni dei costi per cittadini ed imprese attraverso procedure telematiche uniformi sul territorio e tipicizzate, onde ridurre le incertezze amministrative e facilitare la fruizione dei servizi e l’attività di impresa”.

Anche il Capo del Governo, Giuseppe Conte, ha ribadito più volte che era intenzione dell’Esecutivo puntare sugli investimenti soprattutto per quelle riforme definite strutturali, come quella che consentirà l’accelerazione dei processi civili e la digitalizzazione dei servizi della pubblica amministrazione.

Fin qui le parole pronunciate che, però, non sono quelle finite nero su bianco in Legge di Bilancio.

La realtà, ora, è diversa. Tagli alle graduatorie, slittamento del turn over a novembre ed un fondo straordinario per le assunzioni che salta fuori quando la frittata è fatta e tutti, ma proprio tutti, sono sul piede guerra. Insomma, tanto fumo, senza l’arrosto..

Per il 2019 il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari ha un solo, unico, grande proposito e cioè quello di capire tempistiche e modalità di scorrimento della graduatoria perché, finora, di chiarezza non se n’è vista molta al contrario dei passi indietro che sono stati tanti.

Quella per il profilo di assistente giudiziario è l’ultima graduatoria dalla quale si potrà attingere completamente per nuove assunzioni nel comparto giustizia. Restano 1860 persone. Bisognerà pur farci qualcosa. Ora, chi supera un concorso, pur non risultando vincitore, acquisisce il diritto di essere assunto. Non è un diritto assoluto ma tant’è.

Ora che la manovra è stata approvata non ci si può più nascondere dietro frasi di circostanza e spiegazioni stereotipate.

Il tempo delle rassicurazioni è scaduto.

APPROVATA LA MANOVRA ECONOMICA 2019 TRA REDDITO DI CITTADINANZA E BLOCCO DEL TURN OVER PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

La Manovra economica 2019 è legge. Il via libera è arrivato dalla Camera il 30 dicembre scorso con 313 voti favorevoli e 70 contrari. L’Aula di Montecitorio ha approvato il testo definitivo di quella che il Governo ha più volte definito la manovra del popolo, al termine di un percorso lungo e travagliato, caratterizzato da dissidi interni all’Esecutivo, polemiche da parte delle opposizioni e tensioni con l’Unione Europea. Arrivata al Quirinale è stata firmata dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre, la manovra è entrata in vigore il 1° gennaio 2019.

Il Governo Conte ha scongiurato, così, l’esercizio provvisorio di bilancio portando a casa il risultato in “zona Cesarini” a causa delle lunghe ed estenuanti trattative con Bruxelles nel corso delle quali l’Esecutivo, rappresentato dallo stesso Capo del Governo e dal Ministro dell’Economia Giovanni Tria, ha deciso di accogliere i rilievi provenienti dalla Commissione Europea, allo scopo di sottrarre il Paese ad una procedura di infrazione per deficit eccessivo. Di qui, la necessità di effettuare tagli al bilancio per ridurre il disavanzo pubblico, dal 2,4% del PIL, inizialmente preventivato, al 2,04%, pattuito con l’Europa.

Nella versione definitiva del provvedimento sono state confermate alcune delle principali misure, a partire dal Reddito di Cittadinanza e Quota 100 le quali, però, saranno trattate con due Ddl distinti. Non mancano la Pace Fiscale ed un inizio di Flat Tax, nuovi investimenti ed assunzioni nelle Forze dell’Ordine.

Per raggiungere l’obiettivo del 2,04% del rapporto deficit/Pil, l’Esecutivo ha dovuto effettuare dei tagli e tra le misure introdotte, durante la seconda lettura al Senato, il Governo ha inserito all’articolo 1 della manovra, il comma 208 septies, oracomma 399, il quale prevede che “per l’anno 2019 la Presidenza del Consiglio dei Ministri, i Ministeri, gli enti pubblici non economici e le agenzie fiscali, in relazione alle ordinarie facoltà assunzionali riferite al predetto anno, non possano effettuare assunzioni di personale a tempo indeterminato con decorrenza giuridica ed economica anteriore al 15 novembre 2019. Per le Università la disposizione di cui al periodo precedente si applica con riferimento al 1° dicembre 2019 relativamente alle ordinarie facoltà assunzionali dello stesso anno”.

In tal modo si rinvia, di diversi mesi, l’assunzione di vincitori e idonei di concorsi, rassicurati dalle dichiarazioni del Ministro per la Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, che preannunciava, con il Ddl Concretezza, già approvato al Senato, l’anticipo a quest’anno del turn over del triennio 2019-2021, in misura pari all’80%.

Il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari che ha seguito e monitorato l’iter della Legge di Bilancio si chiede e chiede cosa resti in concreto delle dichiarazioni circa l’assorbimento totale della graduatoria che esponenti dell’Esecutivo e della maggioranza hanno rilasciato, a più riprese, sia in Parlamento sia agli organi di stampa.

In sostanza, sono due i punti della manovra che lasciano presagire un corposo scorrimento della graduatoria, già quest’anno.

In primo luogo, il comma 164 dell’art. 1 della manovra, comma 307 nel testo definitivo, prevede l’assunzione di 903 unità di personale amministrativo di Area II anche se, come più volte sottolineato, non è specificato, quante di queste unità si riferiscano al profilo di assistente giudiziario.

In secondo luogo, la manovra prevede un fondo di 870 milioni di euro nel triennio 2019/2021, di cui 190 per quest’anno, a cui attingere per finanziare, secondo le stime del Governo, circa 2.600 assunzioni extra in varie amministrazioni centrali tra cui, per il 2019, il Ministero della Giustizia, aggirando, in questo modo, il blocco del turn over.

Approvata la manovra, non sono mancate le dichiarazioni di rito di esponenti di maggioranza e di opposizione che hanno animato il solito stucchevole teatrino in cui ciascuno recita una parte che, a seconda del ruolo ricoperto, gli impone di rivendicare di aver mantenuto il patto con gli elettori, oppure di demolire i provvedimenti varati.

Il Comitato, da sempre apolitico, ha lavorato alacremente affinché il suo obiettivo venisse trasferito nero su bianco già nella Legge di Bilancio attraverso la presentazione di sette emendamenti a suo favore, firmati da esponenti politici appartenenti alle forze di maggioranza ed opposizione nonostante il testo fosse, sostanzialmente, unico.

Con il 2019, il Ciag continuerà a perseguire il proprio traguardo continuando a relazionarsi con interlocutori istituzionali, politici e sindacali per capire se il combinato disposto dei due provvedimenti di cui si è detto, possa determinare, in tempi ragionevolmente brevi, lo scorrimento totale della graduatoria.

Quello che si è appena chiuso è stato un 2018 particolarmente travagliato sul fronte politico con la formazione di un nuovo Governo che ha visto la luce dopo tre mesi di trattative. Nonostante ciò, il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari ha sempre continuato la propria attività cominciando a rapportarsi anche con i i membri della nuova maggioranza.

Salutato l’ex Ministro Andrea Orlando, la cui amministrazione, a soli cinque mesi dalla pubblicazione della graduatoria, avvenuta nel novembre 2017, ha assunto circa 2.800 persone, il 2018 ha visto l’arrivo di un nuovo Guardasigilli, Alfonso Bonafede.

Carattere estroverso, logorroico, gesticolante quanto basta e pieno di buoni propositi per la giustizia, tanto da annunciare una riforma senza precedenti ed assunzioni mai viste prima con tanto di stanziamento da 500 milioni di euro.

Il nuovo inquilino di via Arenula, in questi mesi ha avuto un bel daffare nel raccontare a tutti la sua visione di una giustizia più efficiente e più vicina ai cittadini dando alla luce la Legge Anticorruzione, meglio definita come “Spazzacorrotti”, primo provvedimento della sua amministrazione e che, al suo interno, contiene la riforma della prescrizione.

Bonafede, ha annunciato trionfante che la suddetta riforma entrerà in vigore il 1° gennaio 2020 e questo perché il 2019 sarà l’anno delle assunzioni, quello che gli servirà per immettere negli uffici giudiziari nuovo personale amministrativo che manca come il pane e la cui carenza rischia di generare la chiusura di tribunali nonché la prescrizione di numerosi procedimenti, come ricordano spesso i vertici delle principali istituzioni giudiziari.

A dargli sostegno anche i due Sottosegretari alla Giustizia, Vittorio Ferraresi e Jacopo Morrone, ligi al proprio dovere soprattutto nel ripetere le stesse identiche dichiarazioni del Guardasigilli riguardo a scorrimento totale della graduatoria per il profilo professionale di assistente giudiziario, carenze di personale e fondi stanziati ma altrettanto avari di dettagli su modi e tempistiche. Il 2018 se n’è andato così, tra buoni propositi, annunci roboanti ed una Legge di Bilancio approvata in extremis.

Il 2019 è cominciato da pochi giorni e l’auspicio è che questo possa essere l’anno della svolta nel quale le parole pronunciate nel 2018, spesso in libertà, prenderanno una forma chiara tramutandosi in fatti concreti.

La giustizia non può più permettersi tempi morti ma necessita di un ricambio generazionale. Del resto, lo stesso Guardasigilli ha parlato più volte di una giustizia più vicina ai cittadini ed alla tutela dei loro diritti. Ottime intenzioni che ora devono trovare un riscontro sulla carta.

Noi riteniamo che la giustizia italiana, una delle più lente e costose in Europa, non possa più permettersi di aspettare per ripartire. I profili che mancano sono davvero tanti e crediamo sia necessario passare dalle parole ai fatti per evitare che le già pesanti ripercussioni sull’operato di magistrati, avvocati e di tutti gli operatori del diritto continuino a generare ostacoli e lentezze di ogni genere non riuscendo a garantire i livelli essenziali di assistenza.

MANOVRA ECONOMICA, SLITTA L’ APPRODO IN AULA MENTRE LA GIUSTIZIA CADE A PEZZI TRA EMENDAMENTI E LE SOLITE DICHIARAZIONI DEL GOVERNO

Sono giorni delicatissimi per la Legge di Bilancio 2019, costantemente in bilico tra il via libera da parte di Bruxelles e l’avvio della procedura d’infrazione da parte della Commissione Europea. Il Governo ha trovato l’accordo sul rapporto deficit/Pil al 2,04% e ciò prevede che il testo della manovra debba essere riformulato e ricalibrato. Ciò significa una serie di tagli soprattutto alle risorse destinate a reddito di cittadinanza e riforma delle pensioni e lunghi, interminabili vertici notturni a Palazzo Chigi.

La situazione che è venuta a delinearsi ha del surreale con i lavori in Commissione Bilancio al Senato per la discussione degli emendamenti che stentano a decollare tanto che nella giornata del 17 dicembre sono state “sconvocate” le tre sedute previste in calendario in attesa della fumata bianca da Bruxelles. Quindi, si lavorerà ad emendamenti e coperture per arrivare ad un maxi-emendamento con conseguente slittamento dell’approdo in Aula della manovra nella giornata di venerdì.

Tempi strettissimi, dunque, e la possibilità di tornare in Parlamento dopo Santo Stefano si fa sempre più reale. Poche idee ma confuse, insomma.

Certo, gli argomenti non mancano ma siamo ancora in alto mare, anche per quanto riguarda il comparto giustizia. È noto che il primo step dell’iter legislativo della cosiddetta “manovra del popolo” si è concluso, alla Camera dei Deputati, con un esito deludente poiché, relativamente al personale amministrativo del comparto Giustizia, essa prevede, per il 2019, l’assunzione di 919 unità di personale di Area II, comprensiva di diverse figure professionali, oltre a quella di assistente giudiziario.

Gli emendamenti alla manovra presentati in Commissione Bilancio sono 3.445, e la Commissione ha iniziato l’esame del provvedimento dagli ordini del giorno che, se approvati, costituiscono un impegno inderogabile per il Governo, anche se, spesso, rimangono lettera morta.

È stato verificato che il Governo ha accolto l’ordine del giorno G/981 sez I/6/2, testo 2, a firma dei senatori del Partito Democratico, Giuseppe Cucca, Monica Cirinnà e Valeria Valente. Questo ordine del giorno. “(…) impegna il Governo, con le modalità previste dalle disposizioni approvate con la presente legge, a provvedere alle assunzioni di personale dell’amministrazione giudiziaria, nel limite delle dotazioni organiche, anche mediante scorrimento delle graduatorie del concorso indetto con decreto 18 novembre 2016 a 800 posti a tempo indeterminato per il profilo professionale di Assistente giudiziario, area II nei ruoli del personale del Ministero della Giustizia”.

Ancora più importante è l’emendamento 1.1305, presentato sempre da Cucca, Cirinnà e Valente oltre che da altri cinque senatori del Pd, Rossomando, Misiani, Manca, Marino e Stefano. Questo emendamento, ricalca il 28.1 a prima firma Trizzino (M5S) e il 28.31 a prima firma Miceli (Pd), presentati nel corso della prima lettura della manovra, alla Camera dei Deputati e sui quali la Commissione Bilancio di Montecitorio si è espressa con un invito al ritiro.

Premesso che, in seguito alla presentazione alla Camera, di un maxi-emendamento al DdL Bilancio su cui il Governo ha posto la fiducia, l’art. 28 del testo originario si è trasformato nel comma 164 dell’art. 1, l’emendamento 1.1305, in primo luogo, sostituisce al primo periodo, lettera a) del comma 164 dell’art.1 del DDL Bilancio, le parole: 903 unità di Area II per l’anno 2019”, con le seguenti: 1.903 unità di Area II, F2, per l’anno 2019” e sopprime le parole: e 1.000 unità di Area II per l’anno 2021”.

In secondo luogo, sostituisce, al quarto periodo le paroleAgli oneri derivanti dalle assunzioni di cui al presente comma, per l’importo di euro 30.349.571 per l’anno 2019, di euro 78.363.085 per l’anno 2020 e di euro 114.154.525 annui a decorrere dall’anno 2021con le seguenti: Agli oneri derivanti dalle assunzioni di cui al presente comma, per l’importo di euro 60.075.771 per l’anno 2019 e di euro 114.154.525 a decorrere dall’anno 2020”.

Infine, l’emendamento aggiunge al comma 164, il seguente periodo: Per l’attuazione delle disposizioni relative alla copertura di tutti i profili professionali dell’area funzionale 2, F2, si provvede mediante scorrimento della graduatoria del concorso indetto con Decreto 18 novembre 2016 – Concorso pubblico a n. 800 posti a tempo indeterminato per il profilo professionale di Assistente giudiziario, area funzionale II, fascia economica F2, nei ruoli del personale del Ministero della giustizia. Qualora siano indisponibili tali professionalità nelle graduatorie in vigore, si provvede mediante l’indizione di concorso pubblico”.

Questo emendamento contiene, dunque, un riferimento esplicito agli assistenti giudiziari eliminando ogni dubbio in merito alla tipologia di profilo professionale a cui destinare le risorse per le assunzioni. Inoltre, raddoppiando le assunzioni rispetto alla versione originaria, si assorbirebbero gli idonei assistenti giudiziari attualmente in graduatoria: 1860 unità, al netto di rinunce, dimissioni e quant’altro. Infine, per fare fronte ai maggiori oneri per le casse dello Stato, l’emendamento prevede che il fondo a cui attingere per ottenere le risorse finanziarie necessarie, sia portato, per il 2019, dai circa 30 milioni di euro, previsti nel testo attuale, a circa 60 milioni di euro.

In sostanza, se fosse approvato, garantirebbe, molto verosimilmente, lo scorrimento integrale della nostra graduatoria, già nel 2019.

Per la giustizia, l’Esecutivo ha previsto uno straordinario, quasi epico, piano di assunzioni di 500 milioni di euro che riguarderà magistrati, personale amministrativo e forze di polizia ma è prevista anche la riforma del diritto fallimentare ed anche quella del processo civile che potrebbe portare a modifiche sostanziali con l’obiettivo di semplificare i riti. Senza dimenticare che, nel frattempo, è stata approvata in via definitiva la legge anticorruzione.

Abbiamo fissato la prescrizione al gennaio 2020 in modo tale da avere un anno di tempo per fare due cose importanti. Una, cominciare a far andare a regime gli investimenti che stiamo facendo sulle assunzioni di magistrati e dei cancellieri e l’altra intervenire sul processo penale per velocizzarlo”, dichiarava qualche giorno fa un estasiato Alfonso Bonafede ai microfoni di Rai News 24.

Un repertorio che i membri dell’Esecutivo, soprattutto chi si occupa di Giustizia, conosce molto bene e che finora ha recitato in maniera impeccabile come la poesia di Natale. E per un po’ c’è stato anche l’applauso finale. Quando, però, la filastrocca è vecchia, sentita e risentita più volte, diventa anche stucchevole e le reazioni sono quelle di indifferenza o fastidio perché i dischi rotti sono monotoni e ripetitivi e quella puntina di giradischi che si incanta sul punto difettoso di un vinile proprio non è accettabile.

Ogni tanto il repertorio va anche aggiornato e quindi sarebbe opportuno chiarire, in termini pratici, cosa si vuole intendere quando si dice “vogliamo che la giustizia possa funzionare” e, soprattutto, come si intende procedere. Giusto per grandi linee, onde evitare di dover fare i conti con le solite dichiarazioni anche perché esiste il serio rischio che si possa pensare che dietro le rassicurazioni di facciata c’è poco o nulla o addirittura tanto caos. Il pensiero determina la parola e le parole determinano le azioni, i fatti concreti.

E allora,tornano in mente le parole del Presidente dell’Anm, Francesco Minisci.

Destiniamo alla giustizia quelle somme che sono della giustizia. Ricalibriamo il metodo attraverso cui la giustizia usufruisce delle risorse dello Stato perché le riforme a costo zero non esistono. E allora ecco il personale amministrativo: mancano 9.000 unità ed è chiaro che se manca il personale amministrativo nelle cancellerie, dal I al II grado quegli atti vanno dopo sei mesi, un anno, ecco un tempo morto sul quale incidere. Con la riforma delle pensioni, la famosa Quota 100, quelle 9.000 unità sono destinate a crescere. Lo abbiamo chiesto al Ministro, facciamo concorsi in maniera sistematica, pianifichiamoli. Ci sono in questo momento 1860 ragazzi laureati che hanno superato l’ultimo concorso che vedono questa graduatoria bloccata. I soldi per il concorso li abbiamo già spesi. Vogliamo chiamarli o no ? Diamo un po’ di ossigeno agli uffici giudiziari, oltre che dare lavoro a 1860 famiglie in questo momento di difficoltà in Italia. Partiamo da questo ma pianifichiamo i concorsi”.

Dichiarazioni condivise anche dal Vicepresidente del Csm, David Ermini che, ospite negli studi di Agorà, ha ribadito con forza la necessità di nuove assunzioni di personale nella giustizia a partire dai 1.860 idonei della graduatoria del concorso per il profilo di assistente giudiziario.

Repetita iuvant, dunque. Ma anche queste parole se non saranno sorrette da fatti rischiano di diventare un disco rotto.

VIA LIBERA DELLA CAMERA ALLA LEGGE DI BILANCIO, IL TESTO PASSA AL SENATO MA GLI IDONEI ASSISTENTI GIUDIZIARI CHIEDONO CERTEZZE SU INVESTIMENTI E TEMPISTICHE

Con 312 voti favorevoli e 146 contrari, la Camera dei Deputati ha approvato in prima lettura la Legge di Bilancio che aveva incassato già il voto di fiducia. Ora, sarà la volta del Senato, ove verranno apportate sostanziali modifiche al testo presentato a Montecitorio. Proprio a Palazzo Madama, si giocherà la vera partita con reddito di cittadinanza e pensioni. Si comincerà con l’esame in Commissione Bilancio dove dovrebbe arrivare anche il maxi emendamento del Governo con i correttivi per scongiurare la procedura d’infrazione da parte della Commissione Europea.

In tutto questo tempo il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari non è stato fermo a guardare riuscendo a far presentare sette emendamenti a suo favore, firmati da diversi esponenti politici appartenenti alle forze di maggioranza e a quelle di opposizione benché il testo fosse, sostanzialmente, unico.

È evidente, a questo punto, che i provvedimenti legislativi attraverso cui sarà possibile raggiungere lo scorrimento totale della graduatoria sono la Legge di Bilancio ed il Ddl “Concretezza”.

Sul primo fronte, va registrata una brusca battuta di arresto, dal momento che la Commissione Bilancio della Camera non ha dato il via libera a nessuno dei sette emendamenti di cui il Ciag si era fatto promotore contribuendo fattivamente alla loro stesura.

In particolare, l’emendamento 28.1 a prima firma Giorgio Trizzino (M5S) e sottoscritto da altri tredici deputati pentastellati, avrebbe rappresentato la chiave di volta perché venisse sancito, con molta probabilità, già nel 2019, lo scorrimento integrale della graduatoria.

Questo emendamento su cui la Commissione Bilancio si è espressa con un invito al ritiro avrebbe sostituito al comma 4, primo periodo, lettera a dell’art. 28 del DdL Bilancio, le parole 903 unità di Area II per l’anno 2019”, con le seguenti 1.903 unità di Area II, F2, per l’anno 2019”.

Inoltre, l’emendamento prevedeva di aggiungere al medesimo articolo il comma 4 bis ove veniva specificato che per l’attuazione del comma 4, alla copertura di tutti i profili professionali dell’area funzionale 2, F2, si provvede mediante scorrimento della graduatoria del concorso indetto con decreto 18 novembre 2016 – Concorso pubblico a n. 800 posti a tempo novembre 2016 a tempo indeterminato per il profilo professionale di Assistente giudiziario, area funzionale II, fascia economica F2, nei ruoli del personale del Ministero della giustizia. Qualora siano indisponibili tali professionalità nelle graduatorie in vigore, si provvede mediante l’indizione di concorso pubblico”.

Si sarebbe trattato di una modifica sostanziale sotto due punti di vista.

In primo luogo, il riferimento esplicito agli assistenti giudiziari avrebbe eliminato ogni dubbio in merito alla tipologia di profilo professionale a cui destinare le risorse per le assunzioni.

In secondo luogo, il più che raddoppiato numero di assunzioni rispetto alla versione originaria avrebbe ampiamente coperto il numero di idonei assistenti giudiziari attualmente in graduatoria: 1860 unità, al netto di rinunce, dimissioni e quant’altro.

Per fare fronte ai maggiori oneri per le casse dello Stato, l’emendamento avrebbe previsto che il fondo a cui attingere per ottenere le risorse finanziarie necessarie, sarebbe stato portato, per il 2019, dai circa 30 milioni di euro, previsti nel testo attuale, a circa 60 milioni di euro.

Inoltre, il Ddl “Concretezza”, dopo l’esame in Commissione Lavoro, ha ricevuto il primo via libera dall’Aula del Senato con 138 favorevoli e 94 contrari.

Il provvedimento introduce il turn-over al 100% della spesa con assunzioni a tempo indeterminato, a partire dal 2019, fino a raggiungere il costo per il personale di ruolo uscito nell’anno precedente. E punta in particolare sulle competenze digitali.

Senza dubbio una buona notizia. Per tutto il resto bisognerà aspettare ancora qualche giorno e poi, tutto sarà nero su bianco.

Nel frattempo, però, qualche considerazione va fatta.

È un dato oggettivo che gli uffici giudiziari dei Tribunali sono allo stremo per le gravi carenze di personale. A questo va aggiunto un altro dato e cioè che, per il 2019, molte persone che operano nelle cancellerie, andranno in pensione per sopraggiunti limiti di età e questo rende la situazione ancora più drammatica.

Le conseguenze le conosciamo tutti: lungaggini processuali con procedimenti a rischio prescrizione ed una giustizia farraginosa, lenta e costosa che genera sfiducia nei cittadini ed è incapace di tutelare i loro diritti. Per troppo tempo si è detto che per ripartire, il sistema giudiziario italiano ha bisogno di investimenti e risorse.

Ebbene, queste risorse ci sono, non risolveranno i tanti problemi della giustizia italiana ma ci sono. E questo è un altro dato oggettivo. Sono 1.860 persone e fanno parte di una graduatoria di 4.915 persone, licenziata nel novembre 2017 al termine del concorso per il profilo professionale di assistente giudiziario, indetto nella scorsa legislatura.

Dopo l’ingresso dei primi 1.400, l’ex Guardasigilli, Andrea Orlando, a febbraio scorso, firmò un decreto per l’assunzione di altri 1.420 idonei e, a maggio, prima di lasciare il suo incarico, inviò richiesta formale al Ministero della Funzione Pubblica per altri 200 che, peraltro, ancora attendono, con comprensibile ansia, la loro convocazione.

In queste settimane abbiamo accolto con soddisfazione le dichiarazioni di esponenti dell’Esecutivo e della maggioranza, Ministro Bonafede e relativi Sottosegretari in testa, sul fatto che per la giustizia è previsto un numero importante di assunzioni come non si è mai visto nel nostro Paese. All’uopo, sono stati stanziati 500 milioni di euro e queste nuove immissioni di personale sono ancorate alla riforma della prescrizione che dovrebbe entrare in vigore nel gennaio 2020. A questo punto, sarebbe logico pensare, che la graduatoria sarà completamente assorbita entro il 2019.

Ora, con la Legge di Bilancio in discussione in Parlamento, è tempo di mettere tali intenzioni nero su bianco e di fare chiarezza.

Sarebbe interessante sapere dall’Esecutivo in quanto tempo ritengono di poter scorrere questa graduatoria, quali sono le coperture finanziarie previste e come pensano di predisporle. In sostanza, sulla base dei numeri in Legge di Bilancio, come intendono procedere.

A questo punto è lecito chiederselo, non per sfiducia ma per chiarezza e, da un Governo del cambiamento, che ha fatto della trasparenza il suo vessillo, è il minimo che ci si possa aspettare.

Il Ministro della Giustizia Bonafede ha dichiarato più volte che ci sarà lo scorrimento totale della graduatoria dicendosi entusiasta per le misure che il Governo sta portando avanti in tema giustizia. Vorremmo condividere l’entusiasmo del Guardasigilli e ci fidiamo del suo operato ma, al tempo stesso riteniamo che sia giunto il momento di dare risposte con atti concreti.

In oltre un anno di vita, il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari non si è mai risparmiato e ha sempre lavorato, con il contributo delle varie delegazioni ma anche dei singoli, con l’obiettivo dello scorrimento integrale della graduatoria per il profilo di assistente giudiziario. Ha ricevuto il sostegno di tutte le principali istituzioni giudiziarie e dei Tribunali, Corti d’Appello e Consigli degli Ordini degli Avvocati, a certificare la drammatica condizione degli uffici giudiziari italiani.

Lo scorrimento totale della graduatoria ci sarà, ormai è chiaro a tutti, è stato detto abbondantemente in tutte le sedi ma quello che più preme, adesso, non è più cosa o chi ma come. Ovvero come si intende procedere per esaurire questa graduatoria per rimettere in piedi un sistema giudiziario in ginocchio e dare anche una stabilità professionale ed economica a 1.860 persone.

Non è più tempo di auspici e belle speranze ma di fatti. Il lavoro condotto fino ad oggi dal Comitato Idonei Assistenti Giudiziari testimonia la legittimità delle istanze rivendicate.

Per questo, d’ora in poi, saremo più incalzanti perché siamo nel giusto e perché ne va del nostro futuro.

CRESCE L’ ATTESA PER LA MANOVRA ECONOMICA MA SLITTA L’ APPRODO DEL TESTO A MONTECITORIO

Dicembre sarà il mese decisivo, quello delle risposte importanti e non solo per il dibattito politico che in queste ultime settimane anima il Paese. La manovra finanziaria per il 2019, che sta appassionando gli italiani almeno quanto le vecchie telenovelas degli anni ’80, dovrebbe essere finalmente varata con il suo carico di incognite e riserve da parte di coloro che tutto sanno e dispensano dalle pagine della stampa che conta e dai salotti televisivi. Reddito di cittadinanza, Quota 100, decimali si o decimali no, tessere da stampare, dialoghi interminabili con l’Europa, la volatilità della Borsa e poi lo spread, protagonista incontrastato di tutto il circolo mediatico.

Chi sta alla finestra, spettatore annoiato di un teatrino a tratti degradante, vuole però risposte certe ed immediate. E allora le esigenze dell’italiano medio si scontrano con i numeri di una finanziaria che ogni giorno appare diversa rispetto alla sera prima. Per ora, tanti buoni propositi conditi con dichiarazioni roboanti, molti dei quali dovrebbero tradursi in fatti concreti. Per il resto è nebbia fitta.

In ogni caso, questa sarà una settimana determinante poiché mercoledì il disegno di legge di bilancio approderà alla Camera dei Deputati. C’è stato uno slittamento di un paio di giorni rispetto alla tabella di marcia, a causa del prolungamento dell’esame in Commissione Bilancio che deve verificare l’esistenza delle coperture finanziarie rispetto agli impegni di spesa contenuti nel provvedimento.

È molto probabile che il Governo apporterà al testo sostanziali modifiche che confluiranno in un maxi emendamento su cui, presumibilmente, sarà posta la questione di fiducia, accorciando, così, i tempi dell’esame da parte delI’aula di Montecitorio. Il provvedimento, infatti, andrà in Senato dove sarà ulteriormente modificato, così da rendere necessario un ultimo passaggio flash alla Camera prima che il Ddl bilancio diventi legge dello Stato. É auspicabile che, per quanto riguarda la parte del provvedimento relativa all’implementazione delle politiche assunzionali nella Pubblica Amministrazione, il Governo mantenga l’impianto originario della manovra e, se possibile, faccia un ulteriore sforzo in termini di stanziamento di risorse.

Intervistato da Maria Latella su Sky Tg24, il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, per l’ennesima volta, ha snocciolato i tratti salienti della prossima finanziaria parlando soprattutto della Quota 100. Il vicepremier ha assicurato che entro febbraio ci saranno le prime uscite, aggiungendo che l’obiettivo è quello di arrivare a quota 41 di anzianità contributiva. Questo dovrebbe consentire un turn over importante che, per il 2019, il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, ha già dichiarato che sarà del 100%. A questo punto entrerebbe in gioco anche il Ddl Concretezza con il suo piano di assunzioni di 450 mila dipendenti previsti per il prossimo triennio.

Tradotto in atti concreti, il Ddl Bongiorno, già in esame al Senato, garantirebbe un vero e proprio ricambio generazionale con l’assunzione di giovani preparati e nativi digitali e, quindi, perfettamente al passo con quel processo di digitalizzazione che sarà alla base del rinnovamento della pubblica amministrazione.

Una vera rivoluzione, all’insegna del cambiamento, dell’innovazione e della trasparenza, come ha dichiarato al quotidiano “La Notizia”, il Sottosegretario alla Pubblica Amministrazione, Mattia Fantinati secondo il quale “oggi c’è una vera volontà politica di cambiare la pubblica amministrazione. Investire nella pubblica amministrazione non è un costo, è un investimento, quando ci sono meritocrazia ed efficienza”.

Una vera e propria panacea per tutti quegli idonei che attendono lo scorrimento delle rispettive graduatorie. E il discorso vale anche per il comparto giustizia.

Anche qui c’è una graduatoria, quella per il profilo di assistente giudiziario. Bisognerà pur farci qualcosa anche perché non si possono tenere 1.860 persone sospese nel limbo per chissà quanto tempo ed, inoltre, le carenze negli uffici giudiziari diventano sempre più preoccupanti. Le intenzioni, finora, sembrano andare nell’unica direzione possibile cioè quella dello scorrimento totale della graduatoria, obiettivo per il quale il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari sta lavorando senza sosta dal 21 ottobre 2017, giorno della sua costituzione.

Dal canto suo, il Guardasigilli Alfonso Bonafede, non perde occasione per dichiarare che ci sono 500 milioni di euro pronti per essere investiti nella giustizia. Ci saranno nuove assunzioni di magistrati e cancellieri ma ancorate alla riforma della prescrizione che entrerà in vigore nel gennaio 2020 mentre il 2019 servirà per spendere ed assumere. E lo ha ribadito di nuovo nella puntata di “Cartabianca” del 27 novembre scorso.

Anche il Sottosegretario alla Giustizia, Jacopo Morrone, ospite di Rai News 24, ha sottolineato l’importanza del lavoro che l’Esecutivo sta facendo sui temi che riguardano sicurezza, legalità e giustizia.

Questa manovra ha già dei provvedimenti importanti. Avremo tante nuove assunzioni, circa 7.000 in tema giustizia. È per me motivo di gioia e di entusiasmo fare un buon lavoro e riuscire ad assumere più di 1.500 uomini nella polizia penitenziaria, da qui a brevissimo, indire un nuovo concorso, per parlare poi degli assistenti giudiziari idonei di cui 400 sono sono già partiti nello scorrimento della graduatoria, altri 200 sono al vaglio della Corte dei Conti e siamo impegnati ad assumere gli altri già prima della scadenza della graduatoria che scadrà tra due anni. Penso siano risultati storici ed importanti”.

Non resta altro che aspettare che la manovra venga licenziata dal Parlamento, possibilmente prima di Natale come da iter. Nel frattempo, le carenze di personale amministrativo negli uffici giudiziari, stanno inducendo figure apicali del comparto Giustizia a “prendere carta e penna” e a scrivere al Ministro Alfonso Bonafede.

É il caso della Presidente del Tribunale di Pavia, Annamaria Gatto la quale, in una missiva che si apre con un esplicito appoggio alle istanze del Comitato Idonei Assistenti Giudiziari, in merito allo scorrimento totale della graduatoria, descrive una situazione che, a causa di una scopertura organica del 32% e della prossimità alla pensione della quasi totalità del personale di quell’ufficio giudiziario, risulta ormai insostenibile. Di conseguenza, la Dott.ssa Gatto chiede al Guardasigilli di valutare la possibilità di ampliare la pianta organica elevando il numero degli assistenti da 34 a 40”.

Di tenore simile la lettera a Bonafede a firma del Presidente del Tribunale di Sassari, Massimo Zaniboni, il quale evidenzia che in quel distretto ”risultano vacanti diversi posti di personale amministrativo rispetto alle unità previste in pianta organica a cui vanno ad aggiungersi le lunghe assenze per malattia, destinate ad accrescersi per l’aumento dell’età media del personale. Al dato sopra esposto vanno aggiunte, le numerose unità collocate a riposo negli ultimi anni e quelle trasferite ad altri uffici che il potenziamento della dotazione organica che si è registrato mediante l’inserimento di neo-assunti assistenti giudiziari, non ha colmato”. Dopo avere sottolineato l’importanza di figure come quelle del cancelliere e dell’assistente giudiziario, perché le sole in grado di supportare il magistrato durante le udienze, il Dott. Zaniboni scrive che la carenza di personale amministrativo non può che ripercuotersi sul buon funzionamento dell’Ufficio, nonostante il personale in forze continui a fronteggiare con scrupoloso senso del dovere e coscienza il sovradimensionato carico di lavoro”. La lettera si conclude con un appello al Guardasigilli che non lascia spazio ad equivoci. “Si chiede di voler procedere all’assunzione di tutti gli idonei del concorso per assistenti giudiziari al fine di garantire il buon funzionamento dell’Ufficio”.

In ultimo, ma non per importanza, va segnalata la lettera che Procuratore della Repubblica del Tribunale dei Minorenni di Brescia, Giuliana Tondina, ha indirizzato al Guardasigilli e nella quale viene rimarcata la mancanza di personale rispetto alla dotazione organica ma anche che l’ormai avanzata età media dei dipendenti porta ad un maggior numero di assenze per malattia e assistenza ai familiari. Si prevede che nel 2019 vi saranno ulteriori incrementi delle carenze a seguito di prospettati pensionamenti facoltativi. Il prossimo anno, in mancanza di integrazioni dell’organico, è concreto il rischio di significativi disservizi e della conseguente compromissione dei diritti dei minori che questa Procura deve tutelare”. Di qui la richiesta “che venga assegnato a questo Ufficio perlomeno un assistente giudiziario”.

É chiaro che nei tribunali e nelle Corti d’Appello del nostro Paese c’è bisogno di personale, come testimoniano i numerosi attestati di sostegno che il Ciag continua a ricevere. Qualunque riforma della giustizia si voglia mettere in atto deve tenere conto di questo non piccolo dettaglio. Senza risorse adeguate, atti e provvedimenti di ogni genere sono destinati a rimanere sulla carta.

Ecco perché dicembre sarà il mese decisivo, quello delle risposte importanti.