IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA CONFERMA: A LUGLIO ALTRE 420 ASSUNZIONI.

Era nell’aria da tempo ma ora c’è l’ufficialità. Altri 420 assistenti giudiziari, che residuano dal decreto del 1° febbraio scorso, saranno convocati nella prima settimana di luglio per la scelta delle sedi e la firma del relativo contratto. Questo secondo blocco di assunzioni fa seguito alle 1.014 unità del primo che hanno preso servizio lo scorso 26 aprile.
Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, infatti, con un comunicato ufficiale del 23 aprile scorso, ha annunciato di avere dato mandato agli uffici del Ministero di procedere allo scorrimento della graduatoria, ai sensi del decreto interministeriale del 31 gennaio 2018, nonché alla convocazione dei restanti 420 idonei nella prima settimana di luglio per la scelta della sede e la firma del contratto.
Questa procedura si svolgerà contestualmente a quella relativa all’individuazione e all’accantonamento delle sedi da destinare a interpello per il personale già in servizio. Passi importanti che, come sottolineato dal Guardasigilli, contribuiscono a rimettere in moto la macchina della giustizia italiana attraverso la valorizzazione delle risorse umane.
Il CIAG considera questo comunicato in una duplice ottica: se da un lato, questa notizia evidenzia come un altro impegno sia stato mantenuto, dall’altro, però, pone alcuni interrogativi a cui il Ministero dovrebbe dare risposta in tempi brevi, in attesa di successive comunicazioni con le quali via Arenula fornirà indicazioni più dettagliate.
La prima questione riguarda l’interpello disposto lo scorso 19 marzo nel momento in cui, anche a seguito della revisione delle piante organiche relative al profilo di assistente giudiziario, sono state accantonate 700 sedi, per il 50% collocate nel Mezzogiorno. Questo, com’è facile intuire, per andare incontro alle esigenze di quei dipendenti, in gran parte meridionali, che da diversi anni lavorano in sedi del nord e, comunque, sono molto distanti dalle città di origine.
Dal momento che l’applicazione del meccanismo dell’interpello comporterà una variazione della collocazione geografica del personale, si può ipotizzare che i 420 idonei saranno chiamati a scegliere tra le sedi rimaste disponibili in seguito alle preferenze espresse dagli interessati all’interpello.
Non dovrebbero, tuttavia, esserci problemi neppure per le sedi del sud Italia che, secondo alcune fonti sindacali, non sarebbero un numero rilevante.
Ciò nonostante, non è chiaro come possa essere applicato il principio di contestualità tra le due procedure, indicato nel comunicato.
Il secondo interrogativo riguarda il fatto che, a seguito del precedente scorrimento di 1.024 idonei, ci sono state 10 rinunce espresse ed un numero imprecisato di assegnazioni di ufficio.
Ora, in considerazione del fatto che la Legge di Bilancio 2018 ha stanziato risorse per l’assunzione di 1.420 assistenti giudiziari e che tali rinunce, ovviamente, sono irrilevanti dal punto di vista finanziario, è molto probabile che lo scorrimento di luglio sarà di 430 non avendo a disposizione, al momento, ulteriori dati sulle mancate prese di servizio.
Il terzo interrogativo riguarda le effettive scoperture relative al profilo di assistente giudiziario che dovrebbero essere, a seguito del combinato disposto sulla revisione delle piante organiche, di 700 nuove sedi e, in base all’ultimo scorrimento relativo ai 420 idonei, di almeno 280 unità al netto di futuri pensionamenti che risulterebbero corposi ma, ad oggi, di difficile quantificazione.
Infine, la questione relativa alla possibilità che il Ministero della Giustizia applichi nel 2018 il meccanismo del turn-over al 25%, come sembrerebbe emergere dal Piano della Performance 2018-2020 e che, dunque, a legislazione vigente, si proceda ad ulteriori 180 assunzioni.
L’incertezza politica sulle sorti del governo a due mesi dalle elezioni lascia perplessi, ma il Ciag continuerà il suo lavoro in funzione dello scorrimento totale della graduatoria.
“Lasciamo al prossimo Governo un patrimonio da non disperdere, la graduatoria residua di idonei non vincitori che, continuando a prevedere stanziamenti straordinari, potranno essere chiamati in un tempo ragionevole a contribuire con le loro forze e la loro intelligenza al funzionamento della giustizia italiana”.
Queste le parole del Ministro della Giustizia Andrea Orlando, il quale ha anche sottolineato come il considerevole numero di giovani risorse assegnate costituirà una nuova linfa per il sistema giustizia.
Dunque, le premesse per il buon esito della nostra causa ci sono davvero tutte.

ASSISTENTI GIUDIZIARI, SFONDATA QUOTA 3.000 ASSUNZIONI? PRESENTATO DA VIA ARENULA IL PIANO DELLA PERFORMANCE 2018/2020.

Il CIAG è nato perché lo scorrimento totale della graduatoria avvenga in tempi certi e, per quanto possibile, rapidi e si scioglierà soltanto quando questo traguardo sarà stato raggiunto.
In questa ottica appare assai significativo il Piano della Performance del Ministero della Giustizia per il triennio 2018-2020. Si tratta di un documento programmatico triennale che sulla base degli obiettivi strategici e operativi individuati dall’organo di indirizzo politico, nonché delle risorse disponibili, consente di valutare la performance organizzativa dell’amministrazione, ossia l’insieme dei risultati attesi in termini di funzionamento, politiche di settore, progetti strategici o di miglioramento organizzativo.
Il Piano contiene sia obiettivi generali, individuati con un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri per un arco di tempo triennale, sia obiettivi specifici indicati, ogni anno, dal Ministro della Giustizia il quale, in sinergia con i vertici dell’amministrazione, i dirigenti e i responsabili delle unità operative, emana l’atto di indirizzo politico-amministrativo. A partire dal 2015 questo documento è stato emanato prima della pubblicazione della legge di bilancio, cioè del documento di programmazione finanziaria; in tal modo le richieste di finanziamento dei centri di amministrazione attiva che confluiscono nelle note integrative alla legge di bilancio sono il frutto di obiettivi individuati a priori e non più a posteriori.
Il 29 settembre 2017 il Ministro Andrea Orlando ha emanato l’atto di indirizzo politico-amministrativo relativo al 2018 con cui ha definito le linee di fondo di carattere politico alle quali gli organi di amministrazione attiva dovranno uniformare le proprie scelte strategiche nel momento in cui espletano le proprie richieste di finanziamento. In particolare, tra gli obiettivi strategici indicati nell’atto c’è il completamento di una politica coerente sul personale da realizzarsi attraverso il monitoraggio della funzionalità delle nuove piante organiche degli uffici giudiziari del personale di magistratura, l’ampliamento della platea del personale da riqualificare, l’implementazione del livello di formazione del personale amministrativo, l’attuazione delle progressioni economiche del personale amministrativo previste dall’accordo collettivo sottoscritto con i sindacati, l’introduzione di meccanismi chiari e rapidi di mobilità interna del personale della Polizia Penitenziaria, il compimento dei processi assunzionali del personale dell’amministrazione giudiziaria, l’approvazione delle nuove piante organiche del personale della magistratura ordinaria e dell’amministrazione giudiziaria e, infine, la rideterminazione delle piante organiche del personale amministrativo.
Quest’ultimo punto, in particolare, testimonia l’impegno a risolvere l’endemico problema della carenza di figure come gli assistenti giudiziari che possano contribuire al corretto funzionamento di una macchina, quella della Giustizia, da troppo tempo ingolfata.
Ma è a pagina 81 del Piano della Performance che emerge il dato più importante in relazione allo scorrimento della nostra graduatoria. Nello specifico, tra gli obiettivi che la Direzione Generale del personale e della formazione si impegna a perseguire nel 2018 c’è quello relativo all’assunzione di ulteriori 1.600 assistenti giudiziari tramite scorrimento della graduatoria del concorso procedendo, nel corso dell’anno, all’individuazione delle sedi, alla predisposizione degli elenchi degli idonei aventi diritto allo scorrimento, alla convocazione per la scelta della sede e la firma del contratto individuale di lavoro. Il ministero della Giustizia, dunque, applicando il meccanismo del turn-over, avrebbe predisposto un ulteriore scorrimento di 180 unità che andrebbero ad aggiungersi ai 1024 idonei che prenderanno servizio il prossimo 26 aprile e ai 420, numero che potrebbe aumentare in seguito alle rinunce, convocati a luglio e che dovrebbero prendere servizio, presumibilmente, a settembre. Ciò significherebbe che, entro il 2018, si potrebbe arrivare a quota 3.000 assunzioni: un risultato che, se confermato, sarebbe davvero eccezionale soprattutto perché realizzato in tempi brevi. Ma, come sempre, il condizionale è d’obbligo e non vi sono certezze. Non c’è nero su bianco, insomma.
Per questo il Ciag è deciso a battersi con ancora maggiore determinazione affinché nella prossima legge di bilancio vengano stanziate, per il 2019, le risorse necessarie a far sì che anche il sogno dell’ultimo degli idonei si possa finalmente realizzare.

L’ASSUNZIONE DEI 420 IDONEI E LO SCORRIMENTO DELLA GRADUATORIA: CHIEDIAMO TEMPI CERTI ! – IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA E I SINDACATI SIGLANO L’ACCORDO SULLE PROGRESSIONI ECONOMICHE.

Come in una catena di montaggio di una fabbrica, ove il contributo di ogni singolo laborioso operaio contribuisce alla realizzazione del prodotto finito, così appare il Ministero della Giustizia nel tentativo di ridare lustro all’intero comparto perché l’intera macchina della giustizia torni a lavorare in maniera efficiente e dignitosa con l’immissione di nuove risorse umane.
Il prossimo 26 aprile, 1024 idonei (dei 1420 finanziati dalla Legge di Bilancio 2018 e comprensivi di 24 posti a copertura delle rinunce registrate tra gli 800 vincitori ed i primi 600 idonei del concorso) prenderanno servizio come assistenti giudiziari presso le sedi di destinazione scelte la scorsa metà di marzo in via Brava.
C’è, però, ancora l’incognita relativa alle tempistiche per i restanti 420 idonei (numero che potrebbe aumentare a seguito delle rinunce che si registreranno nel precedente blocco).
Allo stato attuale, stando a quanto riportano le principali sigle sindacali del comparto giustizia, sembrerebbe, il condizionale è d’obbligo, che le convocazioni dovrebbero avvenire nel mese di giugno con presa di servizio a settembre.
Il che potrebbe anche starci. E poi, saranno solo 420 o di più? E il turn-over ? Domande tutte lecite dal momento che i sindacati, a più riprese, hanno lasciato intendere l’eventualità di un numero più corposo di assunzioni. Poi ci sarebbe l’interpello. Contemporaneo o successivo ? Interrogativi amletici perché i numeri sono tanti, diversi e occorrono verifiche. Ma occorrono chiarezza e risposte certe.
È importante evidenziare che, nel giro di soli cinque mesi, la nostra graduatoria si è dimezzata “scorrendo” velocemente ma è altrettanto vero che anche la clessidra del tempo scorre in maniera inesorabile. Le carenze sono tante, troppe e imbarazzanti per l’intero sistema giudiziario italiano.
È di pochi giorni fa la notizia che la giustizia italiana rischia l’impasse sui debiti dei condannati.
L’ultima finanziaria ha imposto una marcia forzata nelle procedure per la trasformazione in libertà controllata delle pene pecuniarie non pagate che, finora, venivano lasciate agonizzare negli armadi fino alla morte per prescrizione.
I dati a disposizione di via Arenula ci dicono che tra il 2010 e il 2016 su oltre 6 miliardi di euro tra ammende, multe e sanzioni amministrative, circa 4, ossia più del 50%, non sono stati pagati. Risultato: una mole gigantesca di lavoro per i palazzi di giustizia già in sofferenza a causa dei numerosi procedimenti in arretrato.
A soffrirne di più saranno i tribunali di sorveglianza che già quotidianamente fanno i conti con carenze di personale di ogni tipo. La soluzione è semplice. Più magistrati, più personale amministrativo e, soprattutto, più soldi. Intanto l’Adico, l’associazione a difesa dei consumatori di Mestre, fa sapere che l’unico cancelliere che sbrigava le pratiche due volte a settimana presso gli uffici del giudice di pace di Venezia, non c’è più e, almeno per il momento, non è previsto l’arrivo di un sostituto. Paralisi totale dunque e a farne le spese, come sempre, i cittadini.
Anche la politica è dello stesso avviso. Recentemente, il Sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri, intervenendo sulla soppressione, fortunatamente scongiurata, della sezione Fallimentare del Tribunale di Grosseto ha dichiarato che “questo governo ha avuto come priorità quella di riformare con organicità interi settori della giurisdizione per migliorare non solo l’efficienza ma anche la qualità della giustizia. L’arrivo di tre assistenti giudiziari è un ulteriore passo importante che testimoniala volontà di rafforzare gli uffici giudiziari del territorio, per garantire una risposta di giustizia più specifica e adeguata alle esigenze delle imprese”.
Gli stessi sindacati, del resto, hanno già più volte sottolineato il pessimo stato di salute della nostra amministrazione giudiziaria, ormai al collasso. Indispensabile, dunque, continuare con la politica delle assunzioni per tutti i comparti della giustizia, dagli archivi notarili passando per l’amministrazione penitenziaria fino ad arrivare ai dipartimenti dello stesso ministero.
È necessario che, in questa fase, oltretutto molto delicata a causa della situazione politica di stallo del dopo elezioni politiche del 4 marzo, il tempo continui ad essere dalla nostra parte.
Il Ciag continua costantemente a interfacciarsi con forze politiche e sindacali, ma è giunto il momento di dare risposte chiare e tempi certi.
Il Ministero della Giustizia nelle persone del ministro Andrea Orlando e della Dr.ssa Barbara Fabbrini hanno fatto e stanno facendo, ancora, tutto il possibile per garantire un migliore operatività degli uffici giudiziari.
Nella giornata del 16 aprile, il Ministro della Giustizia Andrea Orlando ha sottoscritto, con le rappresentanze sindacali di Confsal-Unsa, Cgil. Cisl, Uil e Federazione Intesa, l’accordo sulle progressioni economiche per il 2018.
L’intesa individua i criteri delle progressioni economiche del personale amministrativo di tutto il ministero e prevede uno stanziamento complessivo di oltre 15milioni di euro che sommato a quello già approvato per le progressioni relative al 2017, fanno circa 35milioni di euro di impegno di spesa per il personale di via Arenula.
Le progressioni programmate per gli sviluppi economici di tutto il ministero sono 8.135, di cui 6.928 per l’Amministrazione Giudiziaria le quali, sommate alle 10.454 in fase di realizzazione, un totale di 18.589 posizioni. Più precisamente, 16.019 per l’amministrazione giudiziaria, 1.388 per l’amministrazione penitenziaria, 979 per la giustizia minorile e di comunità, 203 per gli archivi notarili.
L’accordo rappresenta, dunque, un’ulteriore conferma dell’impegno assunto dal ministero che ha conseguito un importante obiettivo per la valorizzazione del personale innovando le modalità delle procedure selettive effettuate con criteri omogenei per tutti i dipartimenti.
Questo accordo fa il paio con una nota dello stesso ministero con la quale via Arenula, il 13 aprile scorso, con provvedimento del Direttore generale del personale e della formazione, ha dato avvio allo scorrimento di 47 posizioni della graduatoria, dalla 1.135 alla 1.181, relativa alla procedura di selezione interna, indetta con avviso n.1 del 19 settembre 2016, in attuazione dell’art.21-quater del D.L. 27 giugno 2015, convertito con modificazioni dalla legge del 6 agosto 2015, n.132. lo scorrimento fa seguito alla mancata immissione in servizio di 2 dei vincitori, nonché alle nuove assunzioni di funzionari giudiziari mediante le procedure di mobilità e di scorrimento delle graduatorie di altre pubbliche amministrazioni in corso di validità. Con successivi provvedimenti si procederà a ulteriori scorrimenti della graduatoria relativa alla procedura di selezione interna per funzionario giudiziario, coerentemente con le nuove assunzioni previste dal decreto del ministro della giustizia di concerto con quello per la semplificazione e la pubblica amministrazione del 20 ottobre 2016.
Si rileva, inoltre, la recente rimodulazione della pianta organica che ha determinato un aumento della dotazione organica per il profilo di assistente giudiziario di 750 unità.
Possiamo dire che il Ministero sta creando tutte le condizioni per agevolare lo scorrimento della nostra graduatoria.
Sarebbe il caso che il nuovo esecutivo capisse la condizione di urgenza che vive il nostro sistema giudiziario e che si decida a tradurre quella volontà politica, che in più occasioni ci è stata manifestata, in azioni concrete.

SBLOCCO TURN-OVER, PENSIONAMENTI E NUOVE ASSUNZIONI. LO STUDIO DEL 1° RAPPORTO ANNUALE DELLA FUNZIONE PUBBLICA CGIL SULLE AMMINISTRAZIONI

Lavoro e incremento dell’occupazione. Da sempre, sono questi i temi al centro della politica di un Paese e di un’agenda di governo. In attesa che si formi il nuovo esecutivo, i sindacati fanno il punto su assunzioni, turn-over e processi di stabilizzazione del lavoro precario.

È di questi giorni il “1° Report Annuale sull’occupazione nelle pubbliche amministrazioni” redatto e diffuso dalla Funzione Pubblica Cgil, riguardante i comparti Funzioni Centrali, Funzioni locali e Sanità. Dallo studio, realizzato in collaborazione con la Fondazione Giuseppe Di Vittorio, emergono dati interessanti la cui lettura deve far riflettere. Innanzitutto la diminuzione dell’occupazione nella pubblica amministrazione, sia quella stabile che flessibile. In seconda battuta, come era prevedibile, l’aumento dell’anzianità in continua crescita.

Nello specifico si parla di 75.000 occupati stabili in meno di 15 anni, tra il 2001 e il 2015. Un dato positivo riguarda le quote rosa poiché a fronte di un calo dell’occupazione maschile, 156.450 unità nel periodo analizzato, le donne dipendenti nel pubblico, a tempo indeterminato o precarie, ammontano a più di 28.232 unità. Un altro dato positivo è quello sulla flessibilità in calo di oltre 40.444 unità. Tra il 2001 e il 2015, infatti, i lavoratori con un contratto a tempo determinato sono diminuiti da 138.849 a 98.405.

Quello che ci riguarda da vicino, però, è l’anzianità di servizio.

Dai dati del rapporto emerge che le cessazioni legate ai pensionamenti per limiti di età e alle dimissioni con diritto alla pensione risultano in progressione. È prevedibile che almeno il 40% delle lavoratrici e dei lavoratori dei comparti funzione centrale, locale e sanità, nei prossimi 6 anni, potrebbe raggiungere i requisiti per la pensione. Per mantenere almeno l’attuale livello dei servizi e delle prestazioni negli stessi comparti è necessario assumere, nello stesso arco di tempo, 500.000 lavoratori.

È fondamentale pianificare nuove assunzioni finalizzate ad un ricambio generazionale nella pubblica amministrazione e alla riduzione della flessibilità nonché perseguire, oltre agli obiettivi di efficienza ed economicità, anche quello di assicurare ai cittadini un adeguato livello di qualità del servizio pubblico.

Il discorso, ovviamente, vale anche per il settore giustizia.

Con l’accordo del 26 aprile 2017, sottoscritto dal Ministero della Giustizia e dalle principali sigle sindacali e concernente la programmazione della rimodulazione dei profili professionali e le azioni di riqualificazione e promozione professionale del personale dell’Amministrazione giudiziaria, è emersa l’esigenza, sempre più pressante, di nuove assunzioni a cui, peraltro, via Arenula sta ottemperando attingendo soprattutto dalla nostra graduatoria per il profilo di assistente giudiziario.

Cancellerie e segreterie giudiziarie hanno un enorme bisogno di personale a causa del pluridecennale blocco delle assunzioni che ha determinato la progressiva riduzione del personale in servizio ed il costante innalzamento dell’età media dello stesso.

In particolare, per quanto concerne il tema del turn-over, relativo al personale non dirigenziale delle amministrazioni centrali si prevede, per ciascuno degli anni del triennio 2016/2018, che l’assunzione di nuovi dipendenti in sostituzione del personale cessato possa essere disposto nel limite del 25% della spesa sostenuta per lo stesso personale nell’anno precedente e del 100% a decorrere dal 2019. C’è da essere ottimisti, insomma.

Inoltre, l’entrata in servizio di nuove risorse che consentano un miglior funzionamento della macchina giustizia procederanno contestualmente agli interpelli disposti dal ministero. I sindacati, con i quali il Ciag è costantemente in contatto, ritengono che non dovrebbero determinare grandi spostamenti.

Ci saranno interpelli anche per le altre qualifiche ma anche in questo caso saranno pochi i cancellieri esperti e i funzionari interessati. Comunque, non incideranno in maniera significativa sullo scorrimento della graduatoria per il profilo di assistente giudiziario.

Il lavoro del Ciag, soprattutto in questa fase, si concentrerà soprattutto sullo sblocco del turn-over, il monitoraggio dei pensionamenti e la cessione della graduatoria ad altri dipartimenti o amministrazioni. Restano fitti i contatti con rappresentanti della politica e dei sindacati, in attesa della formazione del nuovo governo.

Ora più che mai è indispensabile lottare febbrilmente per il raggiungimento della meta.

In una recente intervista, il presidente del Tribunale di Perugia, dott.ssa Mariella Roberti, ha dichiarato che la giustizia efficiente è ossigeno per l’economia. Parole eloquenti che sottolineano ulteriormente l’urgenza di nuove assunzioni che permetteranno di dare nuova linfa al sistema giudiziario italiano.

Da qui la necessità dello scorrimento totale della nostra graduatoria.

Il Ciag farà la sua parte ma è giunto il momento che anche le istituzioni diano risposte concrete e chiare.

IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA FA IL PUNTO SULLE SCOPERTURE DEGLI ORGANICI PER IL PROFILO DI ASSISTENTE GIUDIZIARIO

Il concorso per il profilo di assistente giudiziario rappresenta un caso unico. Questo non soltanto per le modalità telematiche con cui si è svolto ma anche perché dall’ultima selezione sono trascorsi circa venti anni. Il tutto con evidenti ripercussioni sulle scoperture degli organici che, nel frattempo, sono diventate il vero tallone d’Achille del sistema giudiziario italiano, soprattutto in considerazione del progressivo invecchiamento del personale, dell’incremento dei pensionamenti e del blocco del turn over.

Ad aggravare la situazione anche l’arretratezza in cui per anni è stato imbrigliato il personale giudiziario e al quale soltanto di recente il Ministero della Giustizia ha deciso di porre rimedio con un decreto firmato lo scorso 15 febbraio dal ministro Andrea Orlando e con il quale è stata disposta la riqualificazione delle piante organiche.

Nei giorni scorsi, il Ministero, con una nota a firma del direttore generale, dott.ssa Barbara Fabbrini, e inviata agli organi apicali degli uffici giudiziari e delle organizzazioni sindacali, ha fatto il punto della situazione, riassumendo gli sforzi fatti dal dicastero di via Arenula che hanno portato ad un incremento di personale amministrativo nell’ordine di 4270 unità.

La nota appare interessante riguardo almeno tre aspetti.

Innanzitutto, si parla di 2390 nuovi assistenti giudiziari; quindi, si presume che le rinunce siano state, durante l’ultima infornata, in numero di 34 unità, ovvero la differenza tra 2424 (800+600+1024) e 2390. Di queste, 24 unità sono state già rimpiazzate.

“…il recente concorso permetterà di coprire, in brevissimo tempo, le gravi carenze di organico degli uffici giudiziari relativamente al profilo [di assistente giudiziario]…”

In secondo luogo, oltre a fare riferimento al già finanziato ulteriore scorrimento di 420 unità, si afferma testualmente che “il recente concorso permetterà di coprire, in brevissimo tempo, le gravi carenze di organico degli uffici giudiziari relativamente al predetto profilo”. E la nostra graduatoria, numeri alla mano (2071 idonei in attesa al netto delle 420 unità già finanziate) non basta a colmare i vuoti di organico registrati.

Infatti, alla nota è stata allegata una tabella da cui si evincono dei miglioramenti nelle percentuali di scopertura per ciascuno dei 27 distretti, relativamente al profilo di assistente giudiziario.

Questi numeri, seppur significativi, appaiono, però, ancora insufficienti dal momento che la percentuale complessiva è scesa “soltanto” dal 19% al 14,4%.

Nel dettaglio, le scoperture sono presenti sia nel Nord che nel Mezzogiorno, con punte che si avvicinano al 20% a Trieste (19,75%), Roma (19,37%), Napoli (18,78%), Brescia (18,15%), Venezia (18,05%) e, nel caso di Milano, superano questa soglia (21,94%). Al di sopra del 15% di scoperture si collocano Salerno (17,02%), Ancona (16,72%), Torino (16,64%), Bologna (16,52%), Firenze (16,44%), Potenza (16,26%), Genova (15,32%), Taranto (15,70%), Reggio Calabria (15,31%) e Campobasso (15,04%). Al di sopra del 10% ci sono i distretti di Caltanissetta (14,16%), Perugia (13,52%), Messina (12,69%), Bari (12,04%), l’Aquila (11,94%), Catania (10,91%), Sassari (10,71%) e Catanzaro (10,55%). Soltanto 3 distretti sono sotto il 10% di scoperture: Cagliari (7,87%), Palermo (5,80%) e Lecce (2,37%).

Recentemente, la stessa dott.ssa Fabbrini, nel corso di un’intervista rilasciata a Giustizia Caffè, ha dichiarato che “quello dell’assistente giudiziario è un profilo più che utilizzato negli uffici, dai tribunali, alle procure, agli unep. In considerazione della sua duttilità è una delle figure professionali necessarie al funzionamento del sistema giudiziario”.

Parole chiave: finanziamenti; sblocco del turn-over; scorrimento totale della graduatoria; cessione delle graduatoria ad altri dipartimenti o amministrazioni centrali.

Dunque, appare evidente come la battaglia del CIAG per lo scorrimento totale della graduatoria trovi un riscontro oggettivo nei numeri e nelle dichiarazioni del Ministero della Giustizia.

Per il raggiungimento dell’obiettivo, tuttavia, è necessario che un Governo nella pienezza dei propri poteri finanzi le risorse necessarie. Attualmente, il governo Gentiloni è in carica soltanto per lo svolgimento degli affari correnti e, infatti, ha predisposto un Documento di Economia e Finanza che contiene, come ha dichiarato il viceministro all’Economia Enrico Morando, una tabella di finanza pubblica a legislazione vigente e non programmatica.

È probabile, però, che la Commissione Europea conceda all’Italia una proroga rispetto al termine di presentazione del DEF che scade il 10 aprile, cosi da consentire ad un Governo nella pienezza dei propri poteri di allestire un documento che contenga le grandi linee programmatiche della legge di Bilancio del prossimo ottobre.

In un tale contesto, caratterizzato da una forte incertezza del quadro politico, il CIAG ha, comunque, avviato canali di comunicazione con parlamentari di tutti gli schieramenti politici.

Il nostro comitato, che lavora per ottenere lo scorrimento totale della graduatoria, è comunque aperto ad ogni soluzione anche in funzione di eventuali interpellanze e interrogazioni parlamentari.

Per molti uffici l’immissione di nuovo personale all’esito del nostro concorso rappresenta l’ultima chiamata per la sopravvivenza della macchina giustizia.

CONTINUA LA CAMPAGNA SOCIAL MEDIA DEL CIAG. L’INTERVISTA DEL CORRIERE DELLA SERA E IL SOSTEGNO DELL’UNIONE CAMERE PENALI ITALIANE

Il lavoro del Ciag si impreziosisce di un ulteriore, importante tassello. Questa volta a livello mediatico. Il Corriere della Sera, uno dei più autorevoli quotidiani italiani, ci ha dedicato uno spazio nel suo blog, “La nuvola del lavoro”, con un’intervista a Simona Strazzeri, avvocatessa e componente del Direttivo. Un intervento quello della nostra collega teso a sottolineare l’esigenza di ottenere da politica e sindacati risposte certe e soprattutto fatti concreti. A preoccupare è anche il momento di stallo e incertezza determinatosi dopo le elezioni. E la mancanza, in questa fase, di un governo nell’esercizio effettivo dei propri poteri non aiuta la causa.
L’articolo fotografa a 360° gioie e dolori vissuti dagli idonei rimasti in graduatoria e sospesi in un vero e proprio limbo. Ad oggi, sono alle prese con una situazione ancora poco chiara, appesantita ulteriormente dalle tempistiche sull’entrata in servizio dei prossimi 420 che, allo stato attuale, si annunciano alquanto incerte.
E’ tempo, dunque, di passare dalle parole ai fatti e il timore del Comitato, espresso con forza da Simona Strazzeri, è che i tempi per le assunzioni possano allungarsi e che le risorse economiche a disposizione per gli idonei restanti siano sempre meno.
“La nostra speranza è che sensibilizzando il nuovo futuro ministro e i sindacati si possa comprendere che le carenze che ci sono nei tribunali, nelle corti, sono un problema e che noi dobbiamo entrare quanto prima in servizio. I presidenti di Tribunali e Corti d’Appello di tutta Italia ci hanno dimostrato il loro sostegno perché hanno bisogno di noi» ha spiegato Simona al Corriere. E’ necessario, in sostanza, andare oltre gli attestati di sostegno, di stima e le rassicurazioni verbali.
Gli ultimi, in ordine di tempo, sono arrivati dall’Unione Camere Penali Italiane che, attraverso una lettera a firma del presidente avv. Beniamino Migliucci e del segretario avv. Francesco Petrelli, inviata all’attenzione del Ministro della Giustizia Andrea Orlando, ha evidenziato la necessità di attingere dalla nostra graduatoria per l’inserimento di nuove risorse allo scopo di ovviare ai vuoti di organico che si registrano nelle diverse amministrazioni della giustizia e, specialmente, negli uffici giudiziari italiani.
Un ennesimo attestato di sostegno importante al lavoro e alla causa del Ciag, è arrivato anche dall’ Associazione Nuova Giustizia, costituita da tutti i dipendenti del dicastero di via Arenula, che in un comunicato di qualche giorno fa ha ribadito che l’entrata in servizio dei 420 avverrà in tempi brevi e che, considerato l’elevato numero di pensionamenti per l’anno in corso, lo scorrimento totale della graduatoria sembra certo.
Ora, è giunto il momento in cui le parole, belle e rincuoranti, prendano corpo e diventino fatti e azioni concrete.
Nel frattempo, infatti, gli uffici giudiziari italiani restano ancora sotto organico e la percentuale delle scoperture è ancora considerevole.
Riteniamo che non sia assolutamente il caso di disperdere giovani forze preparate, motivate e in grado di dare nuova linfa al nostro sistema giudiziario.
L’attività del Ciag proseguirà, con umiltà e costanza, fino a quando l’obiettivo dello scorrimento totale della graduatoria non sarà completamente raggiunto.

L’Unione Camere Penali chiede ad Orlando l’assunzione di tutti gli idonei assistenti giudiziari

“C’è stata più volte segnalata con preoccupazione la condizione di incertezza nella quale verterebbero migliaia di giovani assistenti giudiziari giudicati idonei a seguito di concorso pubblico ed ora in attesa di chiamata”.

È l’incipit della lettera indirizzata al Ministro della Giustizia, On. Andrea Orlando, scritta a quattro mani dal Presidente dell’Unione Camere Penali Italiane (UCPI), avvocato Beniamino Migliucci, ed il segretario UCPI, avvocato Francesco Petrelli. “Poiché conosciamo le gravi conseguenze che derivano dai vuoti di organico che si registrano nelle diverse amministrazioni della giustizia ed in particolare negli uffici giudiziari del nostro Paese” affermano i due firmatari nella missiva datata 26 Marzo “tali risorse potrebbero certamente costituire un prezioso contributo per l’efficienza della macchina giudiziaria alla cui mancata assunzione non potrebbero far velo asserite incompatibilità̀ di bilancio.” Migliucci e Petrelli, dunque, danno un importante sostegno alla causa perorata dal Comitato Idonei Assistenti Giudiziari (Ciag), ovvero lo scorrimento totale della graduatoria di coloro che sono risultati idonei al concorso di assistenti giudiziari. La condivisione dell’obiettivo lo si evince in particolare nell’ultima parte della lettera in cui i due rappresentanti dell’UCPI sono fermamente convinti che “attingere alla graduatoria già approvata sembrerebbe peraltro consentire l’inserimento di tali risorse in tempi assai rapidi nel rispetto delle regole di trasparenza che caratterizzano le scelte dell’amministrazione”. Le richieste di uno scorrimento totale della graduatoria, ormai, provengono da tutta Italia, da numerosi rappresentanti delle istituzioni e delle diverse rappresentanze sociali e sindacali. Spetta, dunque, ora al Guardasigilli Orlando continuare, e portare a termine, la sua opera di dare nuova linfa alla macchina della Giustizia, firmando il decreto che stabilisce l’assunzione fino all’idoneo numero 4915.

Il nostro viaggio raccontato su YouTube dal Ministero della Giustizia

Archiviate le convocazioni dei 1024 idonei che la settimana scorsa in via di Brava hanno scelto la sede di destinazione, ora si attende la sorte dei successivi 420 che potrebbero prendere servizio entro l’estate, in attuazione della Legge di stabilità 2018 e del successivo decreto “Orlando-Madia” che ha dato il via  alle assunzioni finanziate.

Ad oggi, quindi, il risultato è quello di una graduatoria dimezzata a soli quattro mesi dalla sua approvazione.

Ma riavvolgiamo il nastro della storia perché ricordare è necessario.

Era Il 22 novembre 2016 quando il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, a fronte delle tantissime carenze di personale che negli anni hanno reso ingestibile la macchina della giustizia, bandiva l’atteso concorso per 800 assistenti giudiziari. Si metteva in moto, così, una macchina organizzativa che aveva il compito di garantire che la selezione si svolgesse con correttezza e regolarità.

Il Ministero ha pubblicato sul canale YouTube un video che ripercorre le tappe più significative del nostro concorso. Ecco i numeri: 356.768 registrazioni, 308.468 domande pervenute con una partecipazione, dall’8 al 24 maggio 2018 alla Fiera di Roma, di 79.322 candidati e ancora 14.000 postazioni per le preselezioni, 24 server di infrastruttura e 1.336 persone addette alla vigilanza. Il risultato finale è stato 4915 tra vincitori ed idonei.

Un plauso va al personale di via Arenula e agli agenti della Polizia Penitenziaria per l’impegno e l’abnegazione dimostrati ma, soprattutto, la decisione del ministro Orlando di far svolgere le prove con modalità innovative, interamente telematiche, si è rivelata vincente.

A distanza di circa sei mesi dall’emanazione del bando, grazie alla procedura informatizzata, i primi risultati degli ammessi agli scritti che avevano superato con 50/50 la prova preselettiva.

Intanto, sui social network, si moltiplicavano forum e gruppi di studio sui quali migliaia di persone dibattevano, si confrontavano e si davano consigli per affrontare al meglio il concorso.

Le prove scritte di procedura civile e penale si sono svolte tra il 26 al 28 giugno. Dal 30 agosto al 18 ottobre, circa 6000 persone hanno affrontato l’esame orale. Si è arrivati, così, a 4915 persone che hanno dato forma alla graduatoria finale pubblicata lo scorso 14 novembre.

Uomini e donne, laureati e specializzati, giovani e meno giovani diplomati, padri e madri di famiglia si sono cimentati nello studio di materie come diritto amministrativo, procedura civile e penale, servizi di cancelleria, ordinamento giudiziario e disciplina del pubblico impiego senza tralasciare l’informatica e la lingua straniera. 4915 persone in possesso di un’alta professionalità e preparazione, come ha sottolineato lo stesso ministro.

Meno di un anno tra bando e approvazione della graduatoria, un solo anno tra bando e assunzioni.

L’8 gennaio 2018 gli 800 vincitori del concorso hanno fatto il loro ingresso nelle cancellerie di tutta Italia nelle vesti di assistenti giudiziari. Ai primi di febbraio è stata la volta di altri 600 mentre l’attività del Comitato Idonei Assistenti Giudiziari, costituitosi il 21 ottobre 2017, continuava imperterrita sul territorio per portare avanti la propria battaglia per lo scorrimento totale della graduatoria.

Il 1° Febbraio scorso, il ministro Andrea Orlando ha firmato un nuovo decreto di scorrimento con cui ha disposto, grazie alle coperture garantite con la legge di bilancio 2018, l’assunzione di ulteriori 1420 idonei, 1024 dei quali hanno scelto già la sede di destinazione ed entreranno in servizio il prossimo 26 aprile.

Il lavoro del C.I.A.G., tuttavia, non si è mai fermato e mai si fermerà fino all’ultimo idoneo, come ricorda la campagna social. Attualmente restano circa 2071 idonei da assumere per arrivare all’esaurimento totale della graduatoria. Senza contare le rinunce.

Ora, si apre una nuova fase dell’attività del Comitato finalizzata all’assunzione di tutti gli idonei che restano, nessuno escluso. Un ultimo sforzo prima di tagliare il traguardo finale. Guardando a ritroso, a tutto quello che è stato seminato fino ad oggi, le basi per uno scorrimento totale della graduatoria sono state piantate e sono anche solide. Quello che all’inizio poteva sembrare un obiettivo lontano e di difficile realizzazione ora è diventato un dato oggettivo perché oggettiva è la carenza di personale amministrativo negli uffici giudiziari.

Il Tribunale di Venezia ha annunciato di aver sospeso per sei mesi tutte le udienze preliminari perché mancano i magistrati e il personale amministrativo. Quello di Verona, per lo stesso motivo, è sommerso da fascicoli che vengono accatastati persino nei bagni. Di recente, il Csm ha denunciato che a Novara le carenze di giudici e personale, oltre ai numerosi pensionamenti, costringono funzionari ed assistenti a svolgere mansioni che non sono di loro competenza. Gravi le carenze anche nel sud Italia, a Reggio Calabria, come denunciato dal sindaco Falcomatà, o a Catanzaro come ha evidenziato il presidente della Corte d’Appello. Solo per fare alcuni esempi.

Per questo, e solo per questo, il lavoro del Comitato Idonei Assistenti Giudiziari procede spedito.

Continuano i contatti con i politici, confermati e neoletti in Parlamento, ma anche con le rappresentanze sindacali per arrivare alla meta.

E quello che via, via viene fuori è incoraggiante. Tutti sono concordi nel sostenere la nostra causa e tutti si sono pronunciati a favore dello scorrimento totale della graduatoria.

Noi siamo l’unica risposta possibile ai vuoti di personale che persistono nelle cancellerie dei tribunali. E questo è un dato oggettivo e incontrovertibile.

Il C.I.A.G. continuerà a dare battaglia su tutti i fronti fino a quando il 4915esimo della nostra graduatoria non varcherà la soglia di un ufficio giudiziario italiano.

Il grido di allarme degli uffici giudiziari di tutta Italia

Nonostante la corposa assunzione di gran parte degli Idonei rientranti nella graduatoria del concorso di Assistenti Giudiziari, rimangono enormi le carenze del comparto Giustizia. Una ovvia conseguenza del fatto che un simile concorso non si svolgeva da venti anni. La battaglia che sta portando avanti il CIAG (Comitato Idonei Assistenti Giudiziari), ovvero quello dello scorrimento totale della graduatoria, dunque, assume un vero e proprio valore istituzionale.

..inevitabili problemi, con la riduzione degli orari delle cancellerie..

Lo testimoniano i diversi gridi di allarme che provengono da tutta Italia come, ad esempio, da Rovereto dove, il 21 marzo appena passato, il presidente dell’Ordine degli Avvocati, Bondi, ha indicato la carenza di organico, anche dovute ai pensionamenti, come causa di “inevitabili problemi, con la riduzione degli orari delle cancellerie”. Non è diversa la situazione a Gela dove il sindacato Unsa giustizia ha denunciato che per i vuoti di organico del personale amministrativo non sono stati previsti rinforzi per gli uffici della Procura nemmeno con l’ultimo scorrimento della graduatoria. A Pisticci, invece, è il Sindaco Viviana Verri ad evitare la chiusura dell’Ufficio del Giudice di Pace

..viviamo una costante carenza di personale dovuta, in particolare,  ai pensionamenti..

come tutti gli enti locali – precisa il Sindaco – viviamo una costante carenza di personale dovuta, in particolare,  ai pensionamenti e proprio il pensionamento del cancelliere ha determinato le difficoltà che l’Ufficio sta vivendo in questi giorni, a causa dell’improvvisa assenza per malattia della dottoressa Pizziferri, nonostante il lavoro quotidianamente svolto con grande professionalità dagli assistenti giudiziari in servizio“. Il Comune, pertanto, ha deciso di destinare al Giudice di Pace un’altra risorsa interna. Sofferenze si registrano anche in Calabria. La FP CGIL di Catanzaro/Lamezia pone all’attenzione lo stato la carenza di organico di personale amministrativo, non solo della Corte di Appello di Catanzaro, ma anche nell’ambito di tutto il distretto che comprende gli Uffici Giudiziari di Catanzaro, Cosenza, Crotone, Castrovillari, Paola e Vibo Valentia, carenza che emerge ancor di più a seguito dalla recente assegnazione di circa 30 magistrati in tutta la regione, per nulla lenita dalle poche unità di personale di prossima immissioni in possesso.

..le speranze sono risultate vane e ciò ha avuto come conseguenza, l’aumento dell’indignazione e della prostrazione dei lavoratori..

A Reggio Calabria, invece, è la Uilpa a lanciare il medesimo allarme “ Ci si era augurato che gli uffici della Procura Distrettuale di Reggio Calabria, grazie al provvedimento del Ministero della Giustizia datato 9 Marzo 2018, che prevedeva l’assunzione e l’assegnazione dei nuovi assistenti giudiziari destinati alla nostra città, potessero avere una boccata d’ossigeno e sperare di colmare, almeno in parte, la oramai annosa carenza di personale, incancrenitasi anche a causa dei mancati turn over. Purtroppo le speranze sono risultate vane e ciò ha avuto come conseguenza, l’aumento dell’indignazione e della prostrazione dei lavoratori” il sindacato evidenzia come a fronte di un aumento della pianta organica dei Magistrati non si è provveduto al corrispondente supporto di nuovo personale amministrativo “l’esiguo numero di risorse presenti, oltre ad essere sobbarcate di un ulteriore carico di lavoro, vengono gravate di ulteriore stress lavorativo”.

..scorrimento totale della graduatoria di Assistenti Giudiziari, assunzione fino all’ultimo idoneo, fino al 4915!

Lette tutte queste notizie gli oltre duemila iscritti al CIAG non demordono e ribadiscono con forza la loro richiesta al Ministero della Giustizia: scorrimento totale della graduatoria di Assistenti Giudiziari, assunzione fino all’ultimo idoneo, fino al 4915!

Un solo grido: scorrila!

Si è conclusa ieri la procedura di scelta della sede e contestuale firma del contratto per altri 1024 idonei della graduatoria del Concorso Assistenti Giudiziari. Molti giovani, ragazzi e ragazze, provenienti da tutta Italia, sono tornati in via Di Brava a Roma, lì dove l’ultima prova è stata superata.

Indescrivibile l’emozione e la gioia provata per aver raggiunto quella tanto agognata stabilità lavorativa ed economica. Molti dei neo assunti, però, non hanno dimenticato tutti coloro che sono ancora in attesa di una chiamata.

E così con la scritta “#iosono4915 = #scorrila” si sono immortalati dinnanzi al cartello del Ministero della Giustizia dando il via alla seconda parte della campagna social del Ciag (Comitato Idonei Assistenti Giudiziari).

Lo scopo è presto detto: invitare tutte le forze politiche affinchè siano celeri i tempi per l’assunzione degli ultimi 2071 futuri colleghi. Si andrebbero cosi a colmare parte delle carenze di personale che, nonostante le nuove immissioni di questi mesi, continuano ad attanagliare gli uffici giudiziari di tutta Italia.

“Ci sono altri idonei pronti a far ripartire al meglio la macchina giudiziaria. Non dimentichiamoci di loro” è ciò che scrive Imma a corredo della foto, mentre Nicole fa un augurio “che il sorriso di questa foto possa stamparsi prestissimo sul viso di ciascuno dei miei compagni di viaggio”.

Tanta solidarietà che traspare da Marco “con la speranza che noi idonei possiamo tutti assaporare questo irripetibile momento di gloria e con la rinnovata promessa sul mio impegno per lo scopo, che rimarrà immutato”.

Gli oltre duemila aderenti al Comitato, dunque, ribadiscono con fermezza la loro volontà di non fermarsi sino a quando l’idoneo n. 4915 non abbia apposto la sua firma sul contratto di lavoro.